22 febbraio 2019

Via libera alla Sea-Watch 3: ha lasciato il porto di Catania

LaStampa.it – La nave olandese sta facendo rotta verso il porto di Marsiglia dove sarà sottoposta a lavori di adeguamento

La Sea-Watch 3 al porto di Catania (ANSA)

Alle 15,23, 22 giorni dopo il suo arrivo nel porto di Catania, la Sea-Watch 3 ha potuto finalmente mollare gli ormeggi e riprendere il mare. La nave dell’omonima Ong tedesca era a Catania dal 31 gennaio quando, dopo un’odissea di diversi giorni, aveva potuto far sbarcare i 47 migranti recuperati nel Mediterraneo centrale il 19 gennaio. A dare il via libera alla partenza era stata, nella tarda mattinata, la Capitaneria di porto di Catania che il 31 gennaio e l’1 febbraio aveva condotto a bordo delle ispezioni, chiedendo all’equipaggio di effettuare alcuni lavori prima di poter avere il «via libera» alla partenza.

Anche gli ispettori dello Stato di bandiera della Sea-Watch 3, l’Olanda, avevano compiuto un’ispezione a bordo, una settimana fa, raccomandando alcune prescrizioni prima di potere a loro volta dare il via libera. Proprio ieri era arrivato l’ok olandese che aveva anche provocato un piccolo giallo. La nave, infatti, aveva potuto accendere i motori per ripartire ma quando già aveva lasciato la banchina, la Capitaneria di Catania le aveva ordinato di attraccare nuovamente, anche se a una banchina più distante. La Ong, in un comunicato, ha fatto però sapere che a sbloccare la situazione con l’Olanda era stata una diffida legale presentata martedì scorso: «Due minuti prima che scadesse la deadline di mercoledì – scrive la Ong – le autorità olandesi hanno permesso alla nave di salpare. Ciò dimostra l’indifendibilità di questo blocco».

Oggi, in tarda mattinata, un comunicato stampa della Guardia costiera ha annunciato che non c’erano più ragioni per bloccare a Catania la nave umanitaria: «La Guardia Costiera di Catania, ritenuti terminati gli accertamenti di sicurezza ed a seguito di contatti intercorsi da parte del Comando generale con lo Stato di bandiera, in data odierna – a seguito di provvedimento rilasciato dall’Amministrazione di bandiera – ha permesso la partenza dell’unità verso il porto di Marsiglia, dove la stessa sarà sottoposta ad ulteriori lavori per il completamento del processo di adeguamento alla normativa applicabile».

L’Ong, dal canto suo, ha fatto sapere che la destinazione in Francia è solo «per ordinaria manutenzione» programmata ogni anno, e non per ulteriori lavori di adeguamento: «Da due giorni l’Olanda aveva notificato il permesso – ha scritto l’Ong in un tweet – ma l’Italia ha procrastinato la partenza. Venti giorni in porto, 80 ore di ispezioni, il gioco tra Italia e Olanda per impedire il ritorno in zona Sar».

Alla partenza, davanti a fotografi e cameramen, l’equipaggio della Sea-Watch 3 ha voluto salutare la città che per tre settimane lo ha accolto con solidarietà e senso di umanità (ci sono state perfino famiglie che hanno portato a bordo cannoli e cassate), con ampi gesti delle braccia e con «ululati». La nave andrà a Marsiglia, la città francese dove c’è, ormai in disarmo, anche la Aquarius che le Ong Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere hanno deciso di non utilizzare più per le loro missioni, dopo che nessuno Stato ha voluto concedere la bandiera alla nave.

Nel Mediterraneo centrale in queste ore c’è solo una nave di Ong, la «Alan Kurdi» di Sea-Eye, appena arrivata in zona (l’altra nave della Ong, la Seefuchs, è ancora bloccata a Malta). Nei prossimi giorni dovrebbe arrivare in zona Sar anche la nave della Ong Mediterranea. Dalle poche notizie che trapelano dalla Libia, si è appreso che anche ieri all’alba i libici hanno recuperato e riportato indietro un centinaio di migranti che avevano intrapreso la traversata verso l’Italia.

 

Fabio Albanese

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