3 giugno 2019

Siciliani brava gente. Rapporto sulle violenze e le discriminazioni nell’isola

L’Osservatorio sulle discriminazioni “Noureddine Adnane” di Palermo, l’associazione Borderline Sicilia e il circolo palermitano Arci “Porco Rosso” denunciano una crescita significativa dei casi di razzismo in un nuovo rapporto nel quale sono raccolti e analizzati i dati relativi a prassi e atti discriminatori avvenuti a Palermo e sul territorio provinciale tra novembre 2017 e ottobre 2018.

Palermo, 3 giugno 2019 – Gli atti posti in essere ai danni di migranti, persone dalla pelle nera e di coloro che si oppongono alle politiche e alle prassi discriminatorie, assumono la forma sia di violenza verbale e fisica che di prassi amministrative illegittime.

Le dinamiche razziste possono essere sottili e implicite, nascoste nella banalità delle espressioni verbali e gergali a cui siamo abituati, nella routine della discriminazione dialettica nascosta dietro i “non sono razzista ma”, nelle prassi respingenti delle pubbliche amministrazioni; altre volte, invece, come nel caso delle aggressioni fisiche, la violenza è evidente, tangibile, corporea, brutale.

È in atto un processo finalizzato a costruire un’identità interna da contrapporre ad un’identità esterna, con la pericolosa riuscita del binomio “noi-loro”, che si nasconde, ad esempio, dietro lo slogan “Prima gli italiani”. Un insieme di categorie e di epiteti – come quella di “clandestino”, “parassita”, “negro”, oltreché di immaginari legati all’irregolarità e alla criminalità – ha sostituito ed essenzializzato, sotto forma di stereotipi e pregiudizi, la diversità costituita da gruppi etnici diversi, così come la realtà vissuta da individui e gruppi in fuga, provenienti da un altrove geografico e culturale.

E in questa naturalizzazione continuata, il razzismo non è più un episodio sporadico, bensì diventa un fenomeno strutturale e portante della nostra società. In questo scenario, dominato dall’onda nera guidata dai poteri istituzionali, linguaggi e discorsi hanno effetti concreti sulla vita delle persone, straniere e non, ed operano sino al gravissimo risultato di rendere le prassi razziste e discriminatorie socialmente accettabili.

La direzione politica dell’attuale governo ha accelerato un processo che era in atto già da tempo, rafforzando e acutizzando un regime securitario di regolazione delle migrazioni e di attacco agli attori sociali impegnati nelle azioni di salvataggio in mare e nell’accoglienza e nel supporto ai migranti.

Il razzismo a cui assistiamo ha quindi profonde radici istituzionali, poiché nasce e si consolida con i provvedimenti legislativi – come il decreto sicurezza – con le delibere di amministrazioni locali, con le direttive atte ad impedire il soccorso in mare, con le continue dichiarazioni pubbliche di politici che utilizzano in modo bulimico e criminogeno i social network.

Un’appendice al rapporto rassegna i casi di discriminazione documentati dai media avvenuti sull’intero territorio siciliano tra giugno 2018 e maggio 2019, nel corso del primo anno di governo Lega/5Stelle.

Pur consapevoli che un simile archivio rappresenti solo la punta dell’iceberg sotto la quale si trovano tutti gli altri episodi non raccontati e non denunciati spesso per paura di ritorsioni, le tre organizzazioni esprimono preoccupazione per il numero di casi raccolti attraverso i media e le interviste fatte a vittime e testimoni degli episodi razzisti nei periodi in esame.

A conclusione del rapporto, l’Osservatorio Noureddine Adnane, l’associazione Borderline Sicilia e il circolo palermitano Arci “Porco Rosso” formulano:

  • al Parlamento e al Governo italiano:

– la richiesta di abrogare la Legge n. 132 del 2018 di conversione del Decreto Sicurezza, ripensando ad una politica dell’immigrazione fondata sull’accoglienza, la solidarietà e il rispetto dei diritti delle persone;

– la richiesta di adottare un codice di condotta volto a prevenire prassi discriminatorie da parte dei funzionari pubblici;

  • all’Amministrazione regionale:

– la richiesta di sostenere le iniziative degli enti locali volte ad implementare la normativa in materia di immigrazione nel rispetto dei principi costituzionali;

  • un appello al Presidente della Repubblica italiana perché eserciti le funzioni di garante della Costituzione nella promulgazione di leggi dal contenuto discriminatorio e in violazione dei diritti umani.

 

Il presente rapporto – disponibile in versione integrale a questo link – è stato realizzato grazie al sostegno economico di LUSH Charity Pot e al lavoro dei volontari che collaborano con le tre organizzazioni.

 

Osservatorio sulle discriminazioni razziali Noureddine Adnane

Mobile: 338 174 9722
E mail: [email protected]
Web site: http://palermonondiscrimina.blogspot.com

Borderline Sicilia

Mobile: 339 658 6598
E mail: [email protected]
Web site: www.borderlinesicilia.org

Arci Porco Rosso

Mobile: 338 921 7055
E mail: [email protected]
Web site: http://www.arciporcorosso.it/

 

 

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