14 giugno 2013

Si riaccende la rivolta al CARA di Mineo

Questa mattina, dopo quasi 2 settimane dall’ultima protesta, il CARA di Mineo è stata la sede di una nuova
rivolta. Al momento della colazione, un giovane originario del Mali che avrebbe tentato di saltare la fila per il pasto, avrebbe litigato con un operatore e sarebbe poi stato tratto in arresto dalle forze di Polizia presenti all’interno del centro. Questo, a quanto riferiscono gli ospiti del CARA rimasti fuori ad attendere per ore prima di poter finalmente rientrare nelle loro abitazioni, a piccoli gruppi tra le 13.30 e le 14.00.

Non è dunque ancora chiara la dinamica dei fatti, ma in seguito a tale episodio, la protesta si è animata per un paio di ore e ha coinvolto circa 200 ospiti rimasti dentro il centro, in balia di uningente numero di forze dell’ordine tra Polizia, Carabinieri ed Esercito Italiano.
Numerosi sono gli operatori del centro, che sono stati allontanati dal loro luogo di lavoro. Una trentina di loro sarebbe rimasta in attesa all’esterno della struttura fino alle 14.00. Non è chiaro quanti operatori siano rimasti dentro il CARA durante la rappresaglia che ha portato al danneggiamento di varie automobili civili presenti all’interno della struttura, compresa un’ambulanza della Croce Rossa è stata anch’essa allontana dal campo ed è rimasta ad attendere con diversi mezzi di soccorso fuori dai cancelli.
Dall’ingresso del centro, per un paio di ore erano inoltre visibili prima una e poi un’altra colonna di fumo che si levavano da dentro la struttura. Sarebbero diversi i locali danneggiati all’interno della struttura in seguito al lancio di pietre avvenuto durante la rappresaglia.
L’episodio di stamattina, sarebbe una conseguenza non solamente dei tempi burocratici estremamente lunghi per l’ottenimento dei documenti e delle estenuanti attese per l’esame in Commissione, che hanno costretto numerosi ospiti a risiedere nelle strutture del Cara per ben 2 anni, ma in particolare di un avviso (che si riporta di seguito) diramato dall’ente gestore del CARA nei giorni scorsi, in cui si invitano gli ospiti – in attesa della definizione dell’iter di riconoscimento della protezione internazionale e del contributo di 500 euro per la fuoriuscita dal centro – a rinunciare con una dichiarazione scritta al benefit economico, nel caso in cui avessero necessità di ottenere il loro permesso di soggiorno, prima dell’emissione del pagamento da parte della banca. A detta di molti ospiti del centro, i loro documenti sarebbero pronti da mesi, ma non essendo disponibile la cd. buona uscita, il gestore del CARA non rilascerebbe loro il permesso di soggiorno se non dietro rinuncia al contributo di 500 euro.

Redazione Borderline Sicilia Onlus

AVVISO IMPORTANTE

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SI COMUNICA AGLI OSPITI CHE CHIEDONO IL (BONUS)

DI 500 EURO,CHE IL PERMESSO DI SOGGIORNO VIENE

EMESSO DALL’UFFICIO IMMIGRAZIONE MENTRE IL

BONUS DALLA BANCA IN TEMPI SUCCESSIVI AL PERMESSO.

SE GLI OSPITI NON VOGLIONO ATTENDERE I TEMPI DELLA

BANCA ED HANNO NECESSITA DI PARTIRE PRESTO,

POSSONO FARLO RITIRANDO IL PERMESSO DI SOGGIORNO E

RINUNCIANDO CON DICHIARAZIONE SCRITTA AL BONUS.

LA CONSEGNA DEL PERMESSO E DEL BONUS AVVIENE NELLO

STESSO GIORNO DELLE DIMISSIONI.

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