26 gennaio 2019

SBARCO IMMEDIATO PER LA SEA WATCH 3 – DIFFIDA DELLE ASSOCIAZIONI AI MINISTRI E AL PREFETTO

Il 25 gennaio 2019 le Associazioni Borderline Sicilia Onlus, Rete Antirazzista Catanese Onlus e Pax Christi Punto Pace Catania, hanno notificato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministero dell’Interno e alla Prefettura di Siracusa una diffida a porre in essere tutti gli atti del proprio ufficio per consentire l’immediato sbarco dei 47 migranti tratti in salvo il 19 gennaio scorso dalla nave Sea Watch 3. Tra loro anche alcuni minori non accompagnati, il cui sbarco immediato è stato richiesto dalla Procura presso il Tribunali per i minorenni.

La nave di salvataggio è intervenuta in acque internazionali e nonostante le ripetute richieste alle autorità italiane, maltesi, libiche e olandesi affinché assumessero il coordinamento delle operazioni, non ricevevano alcuna risposta. E nessuna risposta è ancora arrivata alla richiesta di un porto in cui far sbarcare le persone a bordo, nonostante il maltempo che imperversa sul Canale di Sicilia che ha costretto la nave Sea Watch a trovare riparo al largo delle coste della Sicilia orientale. L’unica autorizzazione ricevuta è stata quella di entrare ad un miglio dalla costa tra Melilli ed Augusta dove tuttora la nave è ferma.

Con questa vicenda si ripete per l’ennesima volta lo squallido copione della prova di forza del governo italiano nei confronti degli altri paesi europei, attuando uno sporco e cinico gioco sulla pelle di persone in fuga dall’inferno libico e in spregio e violazione di tutte le norme nazionali ed internazionali sui salvataggi in mare e lo sbarco in un porto sicuro. Tutto ciò avviene al termine di una settimana in cui si contano a decine i morti nei naufragi avvenuti proprio a causa della scomparsa delle navi di salvataggio dal Mediterraneo e per la totale inadeguatezza della Guardia costiera libica nelle operazioni di soccorso in mare, il cui intervento, quando avviene, è posto al solo scopo di riportare le persone nei lager in cui hanno subito torture, maltrattamenti e violenze. Quelli della Guardia costiera libica non sono salvataggi, ma respingimenti effettuati in modo indiretto dai paesi dell’UE che finanziano e supportano tali operazioni.

Proprio ieri abbiamo avuto notizia della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Tribunale dei ministri di Catania nei confronti del ministro dell’interno Salvini per il reato di sequestro di persona aggravato per aver trattenuto a bordo della nave della Guardia costiera italiana Diciotti 177 persone impedendone lo sbarco nel porto di Catania per 5 giorni. Il Tribunale ribadisce chiaramente che quello che va censurato “non è un atto politico dell’esecutivo quanto lo strumentale e illegittimo utilizzo di una potestà amministrativa”.

Se le Amministrazioni diffidate non dovessero avviare immediatamente le procedure si provvederà a richiedere un intervento della magistratura per far cessare tale prassi che fa regredire il nostro paese e lo fa precipitare in un abisso da cui sarà sempre più difficile risalire.

 

Borderline Sicilia

Rete Antirazzista catanese

Pax Christi Punto Pace Catania

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