2 maggio 2015

Report sul 1° maggio al Cara di Mineo

Sin dalle 11 alcune decine di antirazzisti/e catanesi sin son dati appuntamento di fronte al Cara di Mineo per volantinare sull’incontro interetnico che si sarebbe tenuto a partire dalle 15. Contrariamente al giorno precedente, quando alcuni di noi si erano recati per volantinare a centinaia di migranti, la presenza dei migranti era quasi nulla; sarà stato per la presenza di alcuni blindati della polizia, sarà stato per la preghiera del venerdì e l’ora di pranzo (viste le lunghe file), i migranti il 1° maggio erano veramente pochi, ciò nonostante dalle 15 a poco a poco i migranti iniziavano ad uscire. Come è successo altre volte ci siamo divisi per parlare agli anglofoni e francofoni e dopo le 16 per alcune ore abbiamo tenuto il previsto incontro interetnico sotto la tettoia.
Abbiamo verificato che regna un pesante clima d’intimidazione per chi osi protestare contro la situazione vissuta, più d’uno ci ha confermato che quando si viene intervistati dai media è meglio dire che tutto va bene altrimenti le rappresaglie potrebbero essere molto pesanti. Sono venuti durante il pranzo sociale anche NoMuos da Piazza Armerina ed il pacifista Turi Vaccaro ; sotto la tettoia si è approfondito il confronto sui diritti negati all’interno del Cara e si è deciso di rivedersi la settimana entrante per costruire le prossime iniziative. Come abbiamo denunciato nei volantini di convocazione è grave che vi siano proprio dentro il cara di Mineo ancora superstiti del naufragio del 18 aprile vicini ad indagati agli arresti domiciliari per una rete internazionale di trafficanti di esseri umani. Non bastava che, a partire dall’arresto di Odevaine, proprio la disumana gestione del Cara di Mineo si sia trovata coinvolta nell’inchiesta “Mafia Capitale”?Nelle settimane scorse sono andati in onda nelle tv nazionali alcuni servizi sul vergognoso supersfruttamento dei migranti da parte di caporali e padroni senza scrupoli, che con paghe giornaliere anche di 15 euro acquistano una “forza-lavoro usa e getta” negli agrumeti del calatino; sarebbe opportuno che i media locali dessero un’adeguata visibilità a questa drammatica realtà, anche se ciò intaccherebbe gli interessi di chi risparmia con l’evasione contributiva e la violazione delle norme contrattuali.Ci si è dati appuntamento al 10 maggio mattina a Cinisi (durante le iniziativie per il 37° anniversario dell’uccisione mafiosa di Peppino Impastato) per un incontro regionale fra realtà antirazziste per costruire un calendario condiviso di lotta; noi proporremo una manifestazione regionale per la chiusura del Cara di Mineo, in sinergia con le iniziative che i comitati NoMuos stanno costruendo per la smilitarizzazione della Sicilia.2/5/2015 Rete Antirazzista Catanese