23 febbraio 2015

Quando la negazione dei diritti sfocia nell’illegalità e abusivismo

La scorsa settimana quattro richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza di Pian del Lago sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza, perché sorpresi a rivendere le sigarette distribuite nel centro, al mercatino adiacente. Questo non è un fenomeno nuovo in città e un’analisi approfondita delle dinamiche che conducono a questa situazione aiuta a leggere meglio questa notizia e a trovare altri responsabili di questa situazione.
Infatti, se a Caltanissetta “fiorisce la vendita di venditori abusivi” e “in città c’è una nuova oasi di venditori abusivi di sigarette” www.ilfattonisseno.it/2015/02/caltanissetta-fiorisce-la-vendita-abusiva-di-sigarette-denunciati-quattro-immigrati, è importante capire la dinamica che crea “queste oasi di abusivismo e illegalità”, per chiarire che, coloro che vendono e acquistano sotto banco le sigarette non sono i soli a determinare “l’espandersi del fenomeno e a danneggiare di fatto le varie rivendite di tabacchi autorizzati dal monopolio” http://www.seguonews.it/cronaca/caltanissetta-vendono-mercatino-sigarette-assegnate-finanza-denuncia-immigrati/
Occorre innanzitutto chiamare cose e fatti con il proprio nome.
Va innanzitutto chiarito che le sigarette in questione, non sono sigarette “assegnate” giornalmente dall’ente gestore del centro, ma uno dei pochi prodotti acquistabili nelle macchinette presenti al suo interno, dove è possibile usare la chiavetta elettronica con la quale viene erogato il pocket money giornaliero di euro 2.50, sottoforma di ricarica. (Parlare di sigarette assegnate, potrebbe infatti far cadere in molti nell’errore di credere che sarebbe riconosciuto agli ospiti del centro l’extra del vizio del fumo, oltre quello di un’egregia accoglienza in container).
Ma soprattutto va sottolineato che se fossero rispettati gli obblighi da parte dell’ente gestore del centro di accoglienza di Pian del Lago e vi fosse quindi il pieno riconoscimento dei diritti degli ospiti, ciascun di loro si vedrebbe riconosciuto dall’ente gestore Auxilium, un pocket money giornaliero di euro 2.50 che assicuri loro la possibilità di disporre di denaro in contanti e di utilizzarlo nel modo che ritiene più opportuno.
Il problema è che, come succede da sempre, i gestori che si sono succeduti nella gestione del centro di Pian del Lago, per comodità e interessi (anche i distributori automatici sarebbero in appalto a una ditta terza che, ovviamente, nella logica della speculazione sull’accoglienza dei migranti, non vuole perdere la sua fetta di guadagno) eroghino suddetto pocket money sottoforma di ricarica di una chiavetta elettronica, utilizzabile solo nei distributori automatici presenti all’interno del centro.
La scelta è tra bibite e snack o sigarette. Tra le diverse necessità che può avere un adulto richiedente asilo, lontano da casa, l’acquisto di merendine e snack, è senza dubbio tra le ultime. Così, come l’acquisto di sigarette, non può interessere un non fumatore.
Essendo le sigarette l’unica merce di scambio che può rappresentare la possibilità di ottenere liquidità, sono diventate oggetto di vendita abusiva e illegale, da parte di alcuni ospiti, mentre la maggior parte continua a subire le conseguenze di questa scelta e periodicamente rivendica il diritto di disporre di contante. Qualche settimana fa dei ragazzi di origine africana, mi hanno raccontato di aver protestato nuovamente contro l’erogazione del pocket money nella chiavetta elettronica. Nessuno di loro fuma, a nessuno di loro interessa comprare merendine. Sono adulti e poter avere qualche soldo in tasca, considerato che sarebbe, ad esempio, l’unico modo di poter disporre di una scheda telefonica per sentire la famiglia, è di vitale importanza.
Non poter disporre di contanti significa, non solo, non avere la possibilità di contattare i familiari lontani, ma neanche quella di sedersi semplicemente in un bar a bere un caffè o di poter acquistare un biglietto dell’autobus, e quindi, seppur in piccola parte, di contribuire all’economia locale.
Non è da sottovalutare come questa modalità di erogazione del pocket money, oltre a rappresentare la negazione di un diritto e del riconoscimento della dignità umana, diviene causa di segregazione ed emarginazione dei migranti e rappresenta un ostacolo ai percorsi di integrazione e legalità in città.

Giovanna Vaccaro
Borderline Sicilia Onlus