14 dicembre 2016

Newsletter SICILIAMIGRANTI – Novembre 2016

● Sbarchi estenuanti, respingimenti facili e centri stracolmi: viaggio dentro le criticità del sistema di accoglienza siciliano

● Il futuro negato di chi sopravvive al mare, tra il limbo dei CAS e l’inferno delle campagne

● Sovraffollamento, isolamento ed esclusione. Quando l’accoglienza è business, anche sulla pelle dei minori

● Pozzallo. Approccio Hotspot e diritti violati

● News: Noëmi Landolt racconta a WOZ l’attacco della Guardia Costiera libica alla Sea-Watch 2

● Info e contatti

SBARCHI ESTENUANTI, RESPINGIMENTI FACILI E CENTRI STRACOLMI: VIAGGIO DENTRO LE CRITICITÀ DEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA SICILIANO

La mancanza di una seria progettualitànel modo di strutturare l’accoglienza determina il consolidarsi di prassi disumane che si abbattono senza pietà sui migranti, anche quando si tratti di donne, bambini o altri soggetti vulnerabili. A Palermo, le operazioni di sbarco si protraggono oltre le 40 ore e le procedure di identificazione – dirette alla individuazione di presunti scafisti e testimoni – prevalgono sui doveri di assistenza alle persone gravemente provate dalle fatiche e dai pericoli del viaggio in mare aperto.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/04/la-difficolta-ad-accogliere-palermo/

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/28/non-sono-persone-sono-marocchini/

Sempre a Palermo, a chi viene espulsopuò capitare di essere abbandonato per strada senza un minimo di risorse per “allontanarsi volontariamente”. È successo a 50 magrebini, lasciati a vagare per la stazione centrale senza i soldi del biglietto per partire, con il solo foglio di espulsione in tasca.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/10/palermo-cinquanta-migranti-espulsi/

Per i nordafricani sbarcati a Porto Empedocle scattano i respingimenti; per tutti gli altri si aprono le porte del sovraffollato hub di Villa Sikania e dei numerosi centri per minori della provincia di Agrigento, carenti di servizi essenziali.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/04/le-difficolta-ad-accogliere-agrigento/

L’inadeguatezza di un approccio emergenziale rispetto alla gestione di flussi continui di persone che fuggono dalle guerre e dalla miseria si manifesta con evidenza anche a Trapani e a Lampedusa, mettendo a dura prova il funzionamento degli hotspot, dove si registrano gravi situazioni di sovrannumero e promiscuità.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/04/le-difficolta-ad-accogliere-trapani/

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/04/le-difficolta-ad-accogliere-lampedusa/

IL FUTURO NEGATO DI CHI SOPRAVVIVE AL MARE, TRA IL LIMBO DEI CAS E L’INFERNO DELLE CAMPAGNE

Per i migranti che approdano in Europa, il futuro è congelato, imprigionato nelle maglie di un sistema che trattiene le persone all’interno di strutture predisposte, per legge, ad accogliere solo per il tempo necessario all’identificazione e all’avvio delle procedure per i documenti, ma che, di fatto, finiscono per sostituirsi ai centri di seconda accoglienza. La vita, in questi luoghi, si trascina lentamente tra disservizi e mancanza di comunicazione con gli operatori e con gli enti gestori.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/11/futuro-posticipato-visita-due-cas-nel.html#more

A Campobello di Mazara, nel campo in cui vivono i migranti che lavorano alla raccolta delle olive, il futuro è schiacciato da un presente di sopravvivenza profondamente segnato dallo sfruttamento e dal degrado.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/11/ritorno-allinferno.html#more

SOVRAFFOLLAMENTO, ISOLAMENTO ED ESCLUSIONE. QUANDO L’ACCOGLIENZA È BUSINNES, ANCHE SULLA PELLE DEI MINORI

In Sicilia si rafforza l’accoglienza per grandi numeri. Le Prefetture hanno autorizzato l’apertura di CAS e centri di prima accoglienza destinati ad ospitare giovani migranti. La permanenza in queste strutture sovraffollate, che garantiscono solo un’assistenza minima e che si trovano spesso in luoghi isolati, dovrebbe essere limitata nel tempo, ma i minori vi restano a lungo, senza il sostegno di figure professionali che li accompagnino nelle procedure di ottenimento dei documenti e nell’integrazione all’interno delle comunità locali di approdo.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/28/laccoglienza-che-conviene-pochi-visita/

E, per chi non si rassegna all’immobilità di un sistema che non sa tutelare e proteggere, l’unica alternativa è la fuga, lontano dai centri per minori, lontano dall’Italia.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/15/merce-di-scambio-minori-in-fuga-senza/

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/15/merce-di-scambio-sopravvivere-in-un/

POZZALLO. APPROCCIO HOTSPOT E DIRITTI VIOLATI

L’ex CPSA al porto di Pozzallo è uno dei 4 centri italiani in cui si applica la procedura Hotspot, incentrata sulla individuazione dei migranti, anche con il rilevamento obbligatorio delle impronte digitali, e sull’identificazione dei presunti scafisti. E da Pozzallo parte l’indagine di Melting Pot Europa, oggetto della campagna Overthefortress, che mette in luce le violazioni dei diritti e le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere i sopravvissuti alla guerra, all’inferno in Libia e alla voracità del mare.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/04/contraddizioni-e-violazioni-dei-diritti/

NEWS: NOËMI LANDOLT RACCONTA A WOZ L’ATTACCO DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA ALLA SEA-WATCH 2

L’attivista della ONG tedesca Sea-Watch si trova sulla nave umanitaria, la notte del 21 ottobre, impegnata nelle operazioni di salvataggio di un gommone in difficoltà. La Guardia Costiera libica interviene attaccando i migranti con i bastoni. Trenta persone cadono in mare e annegano. Qui, la drammatica testimonianza di quella notte infernale.

http://www.borderlinesicilia.org/2016/11/09/nellinferno-in-mare/

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