3 maggio 2016

Newsletter SICILIAMIGRANTI – Aprile 2016

  • Accampati, isolati ed abbandonati. Cosi’ l’Italia non accoglie chi dovrebbe proteggere
  • “Fuggiamo per vivere”: migliaia di migranti approdano ancora sulle coste siciliane
  • Si commemorano stragi, ma in mare si continua a morire. L’Europa alza nuove barrier
  • News: archiviata la denuncia conro un’operatrice di Borderline Sicilia. La vicenda di Lamine: rifugiato in Italia, prigioniero della burocrazia in Mali

ACCAMPATI, ISOLATI ED ABBANDONATI. COSI’ L’ITALIA NON
ACCOGLIE CHI DOVREBBE PROTEGGERE

Rischiano la
vita per chiedere all’Italia protezione e la possibilità di avere un futuro.
Dopo anni ancora in molti si trovano senza un posto in cui dormire. Sono ancora
diverse decine infatti i profughi costretti a rimanere accampati per mesi nella
tendopoli di Pian del Lago, vittime di prassi altamente irrispettose dei
diritti umani, che costringono centinaia di persone in un limbo burocratico
ingiustificabile, privandole della possibilità di godere dei diritti fondamentali

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/04/visita-negli-accampamenti-di-pian-del.html#more

La situazione
non è migliore in altri Cas visitati da Borderline Sicilia, come il centro
situato a S. Marco di Licata o il Cas “Villa Daniela” di Gela. Migranti
abbandonati a loro stessi e completamente isolati fisicamente ed umanamente dal
tessuto sociale in cui dovrebbero essere inseriti. Senza una tutela minima che
vada oltre l’assistenzialismo, un supporto psicologico e la volontà di un
dialogo da parte di gestori ed istituzioni, la via preferita da migranti,
adulti e minori, rimane quella della fuga, spesso verso altri tipi di
sfruttamento e violenza

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/08/vi-accogliamo-braccia-aperte/

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/08/cas-di-gela-lisolamento-degli-ospiti-di/

Se pratiche di
NON accoglienza facilitano il proliferarsi di discorsi mistificatori e prassi
xenofobe e respingenti, l’avvio di un confronto e il coinvolgimento della
popolazione cittadina può solo giovare ad una futura interazione ed inclusione
sociale dei migranti in arrivo. Succede a Piazza Armerina, dove una parte della
popolazione inizia a dialogare e a convivere con i richiedenti asilo trasferiti
recentemente in città. Consolidandosi come uno dei sostegni maggiori per quei
migranti che sono determinati a non finire vittima di un sistema
spersonalizzante ed irrispettoso dei diritti, preferendo alla fuga un percorso
di libertà ed autodeterminazione sul territorio

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/04/visita-al-cas-di-piazza-armerina.html#more

“FUGGIAMO PER VIVERE”: MIGLIAIA DI MIGRANTI APPRODANO
ANCORA SULLE COSTE SICILIANE

Sono circa
10.000 i migranti sbarcati dalle navi di salvataggio sulle coste siciliane in
questo mese, con arrivi frequenti soprattutto nei porti della costa sud
orientale ed a Lampedusa. Condizioni meteo avverse, organizzazione dei viaggi
sempre più precarie, barconi minuscoli e fatiscenti, situazioni di partenza al
limite della sopravvivenza. Nulla ferma la fuga da violenza ed assenza di
futuro. E i migranti vengono sempre più interrogati ed identificati già a bordo
delle navi

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/01/migliaia-di-nuovi-arrivi-sulle-coste/

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/14/the-hotspot-does-not-affect-our-work/

In molti
giungono stremati o invalidi, testimoni viventi della morte di alcuni compagni
di viaggio. Ciò che li attende è però un sistema che si caratterizza per mancanza
di tutela dei diritti, molteplici barriere linguistiche, burocratiche e
fisiche, che ben presto porteranno molti a cedere psicologicamente o a rimanere
invisibili sul territorio. L’accoglienza tanto osannata nelle operazioni
militarizzate di sbarco non sembra mai avere un inizio

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/27/nuovi-sbarchi-pozzallo-ed-augusta-dove/

SI COMMEMORANO STRAGI, MA IN MARE SI CONTINUA A
MORIRE. LA FORTEZZA EUROPA ALZA NUOVE BARRIERE

Ormai ogni
settimana si contano le vite di chi non riesce a sopravvivere, al largo delle
coste egiziane, libiche e nel mare di Sicilia. Disinformazione e cinica indifferenza
sostengono le disumane politiche migratorie europee, prima causa di questa
strage continua

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/04/nuovi-sbarchi-due-morti-tutte-le.html#more

Nel giorno del
primo anniversario del naufragio del 18 aprile 2015, quando circa 800 migranti
perirono, altri 400 profughi perdono la vita in mare. Ma l’Europa risponde alla
morte potenziando ed implementando i suoi sistemi di controllo, selezione,
respingimento e rimpatrio dei migranti. All’interno degli hotspot le parole
d’ordine sono identificazione, selezione e sorveglianza, e il migrante che vi
accede da persona diventa numero, alla mercè di chi vuole ottenere visibilità o
profitto

http://siciliamigranti.blogspot.it/2016/04/la-strage-continua-senza-memoria.html#more

NEWS: ARCHIVIATA LA DENUNCIA CONTRO UN’OPERATRICE DI
BORDERLINE SICILIA. LA VICENDA DI LAMINE: RIFUGIATO IN ITALIA, PRIGIONIERO
DELLA BUROCRAZIA IN MALI

Il Gip del
Tribunale di Caltagirone, su richiesta della Procura della Repubblica, archivia
la denuncia presentata dalla responsabile dello Sprar di Grammichele gestito
dalla cooperativa “San Francesco – 4 ottobre” nei confronti di un’operatrice di
Borderline Sicilia. La degna fine dell’ennesima azione intimidatoria contro chi
svolge un azione di monitoraggio indipendente

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/05/sprar-grammichele-archiviata-la/

Da ottobre 2015
è intrappolato in Mali per avere perso i documenti. Lamine, cittadino
senegalese riconosciuto rifugiato politico in Italia, è vittima della
burocrazia italiana, europea e internazionale. In un mondo dove le merci e le
comunicazioni possono circolare liberamente, lo stesso non avviene per gli
esseri umani, nemmeno verso le persone che il nostro paese e l’Europa si è
impegnato a proteggere

http://www.borderlinesicilia.org/2016/04/22/lamine-sequestrato-in-mali-dalla/

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