2 maggio 2015

Newsletter SICILIAMIGRANTI – Aprile 2015

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Tra le migliaia
di nuovi arrivi si consuma il piu’ grande naufragio di migranti nel Mediterraneo

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Il dramma della
prima accoglienza.

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La mala gestione
di un sistema che si traduce in violazione dei diritti

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La lotta continua
di chi non puo’ scegliere liberamente come costruirsi un futuro migliore

TRA LE MIGLIAIA DI NUOVI
ARRIVI SI CONSUMA IL PIU’ GRANDE NAUFRAGIO DI MIGRANTI NEL MEDITERRANEO

Sono migliaia i migranti arrivati sulle
coste siciliane in questo mese, dopo essere passati dall’inferno libico ed aver
corso il rischio sempre più alto della traversata in mare. Quasi ogni arrivo è
infatti ormai accompagnato dalla notizia di chi non riesce a sopravvivere. All’inizio
del mese sono sbarcati un centinaio di migranti a Messina, recuperati in mare
insieme ad altri mille, tra cui un cadavere. Le persone arrivate sono state
inviate temporaneamente anche all’ex caserma Bisconti, riaperta dopo mesi

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/12/primo-sbarco-dellanno-giunti-100/

altri sono arrivati a Porto Empedocle,
smistati frettolosamente nei centri di prima accoglienza vicini già al massimo
della capienza

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/12/a-porto-empedocle-giungono-522-migranti/

mentre arrivava la notizia di altri
morti, partiti su un barcone rovesciatosi al largo della Libia

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/13/barcone-si-ribalta-nord-della/

I numeri delle vittime aumentano, e i
migranti che si salvano riportano storie di traversate sempre più
agghiaccianti, tra cui quella del cadavere gettato in mare e finito in pasto
agli squali

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/14/da-gennaio-marzo-500-morti-30-volte-piu/

Mentre i media invocano ancora una volta
l’ennesimo ed ingiustificabile stato di emergenza, a metà mese si registrano
più di mille arrivi solo nel giro di due giorni. Alcuni degli 585 sbarcati a
Trapani, sono stati trasferiti
addirittura al Cie di Milo

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/16/585-sbarcati-trapanisoccorsi-nel-canale/

mentre altri 893 hanno raggiunto i porti
di Augusta e Pozzallo, con trasferimenti nei centri limitrofi, tra cui il CARA
di Mineo, e solo in minima parte fuori dalla Sicilia

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/16/altri-893-migranti-verso-la/

Pochi giorni dopo, la notizia del più
grande naufragio di migranti nel Mediterraneo. Si parla di circa 850 dispersi
nelle terrificanti ricostruzioni date dai 28 sopravvissuti che, insieme a loro,
non hanno avuto altra scelta che affidarsi alla via del mare e sperare nella
sorte per i soccorsi. Davanti ai grandi numeri della tragedia, dopo il
cordoglio ipocrita delle istituzioni, il vertice europeo elabora come soluzione
il rafforzamento di Triton e neanche stavolta viene fatto un accenno
all’apertura di canali regolari per l’ingresso in Europa. Un’Europa che ha
sempre più responsabilità dinanzi alle stragi prevedibili come questa

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/19/nuova-strage-nel-canale-di-sicilia-i/

Nel frattempo, l’arrivo dei profughi non
si arresta. Mentre i media sono focalizzati sulle indagini dell’ultimo
naufragio, in diverse centinaia sono sbarcati ad Augusta, Pozzallo e Catania,
trasferiti, questi ultimi, anche su blindatissimi autobus di linea, che hanno
attraversato la città scortati dalle forze dell’ordine in un triste corteo.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/22/450-sbarcati-ad-augustae-altri-200-in/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/04/sbarcate-220-persone-viaggiavano-su-due.html#more

IL DRAMMA DELLA
PRIMA ACCOGLIENZA

I numerosi e prevedibili arrivi di migranti,
sempre più allo stremo, trovano il sistema di prima accoglienza
ingiustificabilmente sempre più impreparato. Con la solita scusa dell’
emergenza, che purtroppo riesce ancora a fare presa sulla maggior parte
dell’opinione pubblica, i migranti vengono trasferiti direttamente dal luogo di
approdo in centri al limite della capienza. La prima conseguenza è un
peggioramento notevole delle condizioni di vita degli ospiti e le proteste di
chi attendeva da tempo l’accoglienza, come al Cara di Pian Del Lago

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/04/arrivati-al-cara-di-pian-del-lago-60.html#more

Sempre a Pian
Del Lago, una coppia di migranti anziani viene lasciata per più di un giorno ad
attendere una sistemazione fuori dal Cara, senza nessun tipo di assistenza. Una
prova tangibile dell’intollerabile gestione dei trasferimenti.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/04/anziani-richiedenti-asilo-tenuti-fuori.html#more

Le istituzioni
si complimentano con la task force dei servizi agli sbarchi, mentre ciò che
segue l’approdo non fà mai notizia. Trasferimenti che non tengono conto delle
necessità e non rispettano le dovute condizioni di tutela, come nel caso del
bimbo di due anni lasciato per 15 giorni a Lampedusa, prima di poter avere una
sistemazione adeguata

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/23/giulio-2-anni-costretto-stare-una/

o nel caso dei
migranti inviati in centri gestiti al ribasso e già noti per la situazione di
totale abbandono in cui vengono lasciati gli ospiti. La “macchina
dell’accoglienza” sembra troppo spesso interessarsi solo della mera
sopravvivenza dei migranti, che consenta ai gestori di garantire l’apertura dei
centri.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/04/li-stiamo-prendendo-in-giro-prima-parte.html

E’ evidente la
volontà di continuare a pensare per grandi numeri, quando i nuovi arrivati
vengono inviati in strutture già al limite. E tra i grandi numeri è facile
scomparire, perdendo il proprio diritto di assistenza e tutela individuale, e
poter ricominciare a vivere nel luogo di approdo.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/21/scomparire-tra-i-grandi-numeri/

Fortunatamente
c’è anche chi controbatte alle promesse vuote e ai fomentatori di “guerre fra i
poveri” con dei gesti concreti. Al mercato rionale di Ballarò, a Palermo, un
gruppo di ambulanti regala spontaneamente della merce ad alcuni migranti di
passaggio in bus, dando una lezione di umanità e solidarietà vera a chi spesso
parla di accoglienza senza averne alcuna cognizione

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/15/migranti-palermo-una-lezione-proletaria/

In
concomitanza con lo sbarco dei superstiti dell’ultimo naufragio, a Catania
viene indetto un presidio al porto da un comitato unitario antirazzista
cittadino. Si sostiene una politica dell’accoglienza e della gestione del
fenomeno migratorio che cominci dalla tutela del diritto alla vita.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/19/lunedi-20-aprile-presidio-al-porto-di/

LA MALA GESTIONE DI UN SISTEMA CHE SI TRADUCE IN
VIOLAZIONE

DEI DIRITTI

Mentre si
invoca l’ennesimo stato di emergenza, da mesi, se non anni, restano in funzione
comunità e centri di accoglienza privi dei requisiti necessari. A Giarre, due
comunità per minori stranieri non accompagnati, dichiarate non idonee per
essere iscritte all’albo da diverse ispezioni dei Servizi Sociali, continuano a
riceve i pagamenti dal Comune di Catania. L’amministrazione, interpellata su
questo punto, si giustifica dicendo che l’elevato numero di arrivi non ha
permesso un controllo più severo sui gestori. Concretizzatosi in un totale
disinteresse per la qualità della vita dei migranti ospitati.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/07/minori-stranieri-comunita-di-giarre-e/

Spesso la mala
gestione investe anche gli operatori dei centri, costretti a lavorare
gratuitamente per mesi, come i dipendenti dell’ex ipab Regina Elena di Catania,
che reclamano ben 16 mensilità arretrate. Sono “solo” quattro i mesi di
stipendio mancanti ai dipendenti delle cooperative Il Sorriso e San Francesco,
operanti nello Sprar di Vizzini e facenti parte del grande gruppo del Sol.co, e
questo nonostante il comune abbia già girato i rimborsi all’ente gestore.
Diventa facile prevedere le ricadute di tutto ciò sulla qualità delle
prestazioni e sulle condizioni di vita all’interno dei centri.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/15/assistenza-migranti-operatori-senza/

Tra i tanti
nodi e imbrogli del sistema d’”accoglienza”, ricade anche il grande flop delle
nuove commissioni territoriali: costose, istituite con personale spesso da
formare e non ancora operative. Nel frattempo i migranti appena arrivati si
aggiungono a quelli già stipati in centri sovraffollati, dove tra il
malcontento degli operatori e situazioni proibitive di convivenza, viene sempre
più a mancare la tutela e il supporto individuale, e i profughi diventano
facilmente manodopera appetibile per ogni tipo di sfruttamento

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/16/li-stiamo-prendendo-in-giro-seconda/

A Pergusa, una
frazione di Enna, circa cento migranti alloggiano in un Cas e solo un quinto di
loro ha ricevuto la convocazione in Commissione. I continui trasferimenti e la
mancanza di un’assistenza legale ha fatto sì che queste persone, arrivate ben
nove mesi fa, siano ancora in attesa di un minimo avanzamento della loro
procedura. L’esasperazione dei migranti è a dir poco legittima, e porta ad una
sfiducia sempre più radicata verso un possibile futuro in Italia e una gestione
dell’accoglienza palesemente fallimentare.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/04/a-pergusa-richiedenti-asilo-attendono.html#more

L’arrivo al
nuovo Cas di Cava d’Aliga, nel ragusano, ha invece coinciso con una
velocizzazione della richiesta di documenti per una trentina di profughi
pakistani, prima stanziati nei pressi del Cara d Pian Del Lago. Se in questo
nuovo Cas, situato in un ex B&B, i migranti possono trovare un’assistenza
legale e sanitaria, quello che manca è però la possibilità di interagire
facilmente con l’ambiente circostante, visto che la struttura è situata ben al
di fuori della piccola frazione. Come se il diritto di potersi integrare nella
società di approdo, fosse un lusso che può passare sempre in secondo piano.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/03/visita-al-nuovo-cas-di-cava-daliga/

LA LOTTA CONTINUA DI CHI NON PUO’SCEGLIERE
LIBERAMENTE COME

COSTRUIRSI UN FUTURO MIGLIORE

I profughi che
prendono la via del mare sanno di rischiare la vita ma, a volte, possono
contare sulla solidarietà di amici e connazionali che li hanno preceduti. Un
gruppo di somali, partiti dalla Libia, riesce ad allertare per tempo i soccorsi
grazie al contatto avuto da amici, chiamando il telefono di allarme attivato
dal progetto Watch The Med. Una rete di solidarietà che agisce concretamente
affinchè finalmente non ci siano più morti in mare.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/24/quellabbraccio-tra-due-mondi-sara-i/

Le lotte da
fare per raggiungere il luogo in cui si vuole riscominciare a vivere,
continuano per molti anche dopo l’approdo. Un gruppo di migranti siriani,sbarcati
a Pozzallo ed intenzionati a salire verso il Nord Europa, hanno rifiutato di
completare la procedura di identificazione, che li avrebbe vincolati all’Italia
per l’ottenimento dei documenti. L’ennesima dimostrazione dell’inattuabilità
del regolamento Dublino e dell’urgente necessità di una sua revisione. Nei
momenti di tensione creatisi all’interno del CPSA pozzallese, a quanto
testimonia l’attivista marocchina Nawal Soufi e una reporter di Al Jazeera sul
posto, le forze dell’ordine avrebbero fatto uso delle forza per costringere i
profughi ad espletare la procedura

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/25/pozzallo-picchiati-con-la-corrente/

L’improrogabilità
di un ripensamento delle politiche di accoglienza e gestione del fenomeno
migratorio, viene ben rispecchiata dalla situazione della città di Messina. Qui
transitano o sostano per brevi periodi molti dei migranti che hanno tentato o
stanno per organizzare la fuga verso il nord. In un sistema caratterizzato
perlopiù da strutture di accoglienza al collasso e con gravi casi di
promiscuità tra soggetti vulnerabili e non, migranti abbandonati a sè stessi
diventano altamente ricattabili e facilmente recrutabili da trafficanti di ogni
genere. Anche l’associazione Penelope, che da anni si occupa di tratta,
sfruttamento e traffico di esseri umani, indica la creazione di reti di
supporto e la connessione tra le diverse realtà associative sul territorio, come
punto di partenza indispensabile per fornire ad ogni soggetto quella tutela
individuale che dimentiachiamo essere un sacrosanto diritto.

http://www.borderlinesicilia.org/2015/04/30/messina-20-mila-migranti-dal-2013/

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