18 gennaio 2015

Migranti abbandonati e Cpa sotto inchiesta

Corriere di Ragusa – Ore 16, cancelli del centro di prima accoglienza del
porto di Pozzallo: 33 persone, di sedicente nazionalità marocchina,
vengono espulsi dal centro e dovranno entro 7 giorni raggiungere
l´aeroporto di Fiumicino dove dovranno salire a bordo di un aereo che li
riporterà in patria. Ogni migrante ha in mano un documento di
espulsione firmato dal Questore di Ragusa, Giuseppe Gammino. Ogni
migrante dovrà raggiungere la Capitale entro 7 giorni, non si sa bene
come.
“Non abbiamo un dollaro in tasca – dice un migrante – Non sappiamo
dove dormiremo stanotte. Abbiamo chiesto di dormire al centro, ma ci
hanno detto di no. Siamo soli e abbandonati”. Sono stati gli agenti
dell´ufficio immigrazione della Questura a consegnare i documenti ai
marocchini. Le 33 persone sono state rifocillate a mezzogiorno ma, causa
chiusura del centro di prima accoglienza, hanno dovuto lasciare la
struttura a piedi. Molti di loro non conoscono né la lingua italiana né
quella inglese.Intanto, a mezzanotte fra venerdì e sabato, si è
concluso il primo sbarco del 2015 con ben 242 persone (230 uomini, 6
donne e 6 minori) giunte sulla banchina commerciale del porto. Di
queste, 209 sono partiti verso centri di accoglienza fuori dal
territorio della Sicilia. I migranti sono originari del Marocco, Gambia,
Siria, Senegal e del Mali. I migranti sono scesi dalla nave «Peluso»
della Guardia Costiera. I nuovi arrivati sono stati prelevati a largo
delle coste libiche (ma «Mare Nostrum» non era finito? Ndr) e portati in
salvo in Sicilia. Cinque i pullman utilizzati al porto, cinque le
destinazioni dove sono stati trasferiti i migranti: Ancona, Bari,
Perugia, L´Aquila e Firenze.I 33 migranti ospiti nella mattinata
dentro il Cpa hanno trovato la struttura senza acqua calda, visto che
il boiler che è stato ordinato dalla Prefettura di Ragusa nei primi
giorni di gennaio deve ancora arrivare. Martedì prossimo, invece, è
previsto un incontro in Prefettura fra l´amministrazione comunale e lo
stesso prefetto, Annunziato Vardè, per trovare una soluzione rapida che
porti al bando triennale e una nuova rinnovata gestione del centro, dopo
gli «scandali» dell´inchiesta che sta portando ancora avanti la Guardia
di Finanza di Ragusa su disposizione della Procura di Ragusa. Nessun
avviso è stato spiccato, ci tiene a precisare la Procura di Ragusa,
perché pare che il filone investigativo non sia concluso. Chi, invece,
tiene a precisare di non aver nulla a che fare con l´inchiesta è la
ditta che, fino al 31 gennaio (salvo future proroghe), gestirà il Cpa,
la «Luoghi Comuni» di Acireale. “Il consorzio Gruppo Luoghi Comuni a
scanso di equivoci futuri e per maggiore chiarezza, ribadisce la propria
totale estraneità ai fatti in questione”, sottolinea in una nota l´ente
che ha preso in gestione il centro da inizio dicembre, periodo
successivo a quello sotto indagine.Infine, una commissione
d´inchiesta parlamentare sui Cie e sui Cara vedrà la luce fra qualche
giorno grazie al lavoro della parlamentare ragusana Marialucia Lorefice
(Movimento 5 Stelle) assieme ad altri due portavoce, Vega Colonnese e
Giuseppe Brescia. Grazie all’attività di tale commissione, potranno
essere approfonditi con ulteriore incisività tutti quei profili di
criticità certi o presunti del sistema dell´accoglienza nel nostro
Paese. “Il Movimento 5 Stelle – dice la deputata ragusana – continuerà a
fare segnalazioni alla prefettura di Ragusa ed a tutte le altre
prefetture del territorio siciliano, così come facciamo da ormai due
anni a questa parte, continueremo a chiedere interventi concreti ed
useremo tutti gli strumenti legislativi a disposizione per contenere il
più possibile probabili infiltrazioni nel sistema assai remunerativo dei
centri di accoglienza. Per scardinare questo sistema affaristico –
conclude la Lorefice – è necessaria però la collaborazione di tutti i
livelli istituzionali, con particolare riferimento a quelli
territoriali”.