13 ottobre 2015

Messina. Scandalose condizioni di accoglienza di minori non accompagnati

Comunicato stampa

L’associazione Borderline Sicilia ritiene scandalosa, fuori da ogni logica di tutela dei minori e del rispetto della dignità umana, l’accoglienza che il Comune di Messina ha riservato ai minori arrivati il 29 settembre a Lampedusa e poi il 9 ottobre a Messina.

Sono 58, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, quelli che sono stati collocati nella palestra comunale di Gravitelli e che vivono nella totale mancanza di assistenza, confinati nel piano superiore mentre la struttura continua ad essere aperta alle usuali attività. I minori dormono su brandine e condividono due servizi igienici e quattro docce.

Fino alla settimana scorsa c’erano anche dei bambini di età inferiore ai 10 anni, per i quali solo qualche giorno fa, è stato predisposto il trasferimento verso delle comunità idonee. Due minori risultano attualmente dispersi perché allontanatisi dalla struttura e ancora non rintracciati.

Nessuno di loro ha avuto ancora modo di comunicare alle famiglie di essere giunti in Italia e di essere vivi perché non è stata fornita loro alcuna scheda telefonica.

Nessuno di loro è stato identificato e per nessuno sarebbe stata ancora aperta la tutela legale.

Nessun medico ne’ psicologo si è recato nella struttura per accertare il loro stato di salute e individuare i casi vulnerabili. E’ bastato chiedere loro come stavano per raccogliere segnalazioni di sintomi influenzali, malesseri, disturbi e vederli mostrare ferite e parti del corpo dolenti e gonfie.

La metà di questi ragazzini è di origine egiziana e non abbiamo incontrato un operatore che parlasse l’arabo. Responsabile dell’ente e operatori hanno assicurato la presenza di mediatori che parlano l’arabo, ma i ragazzi hanno più vote ribadito, aiutati da altri che traducevano in inglese, di non avere il supporto linguistico di alcun mediatore.

A prendersi cura di loro solo un operatore per un turno di 12 ore. Sono gli stessi operatori, dipendenti della cooperativa Senis Hospes che gestisce il centro di prima accoglienza per minori “Ahmed”, a dichiararsi volontari.

La sistemazione che il Comune di Messina ha predisposto per i minori non trova nessun riferimento nel quadro giuridico relativo all’accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati. L’emergenza non può in alcun modo giustificare il fatto che dei minori siano accolti in un luogo che non soddisfa i requisiti strutturali minimi e quelli essenziali relativi alla sicurezza, protezione, igiene e servizi alla persona previsti per l’accoglienza, come ribadito anche nel più recente decreto legislativo 142/2015.

Non si capisce sulla base di quale delibera e convenzione il Comune abbia delegato alla cooperativa Senis Hospes l’accoglienza di questi minori e in base a quale accordo si sia assunto la responsabilità di collocarli in condizioni così estreme e indecenti.

Se è vero che il decreto legislativo 142/2015 prevede che in condizione di emergenza, l’accoglienza può essere affidata dalla Prefettura agli enti locali, lo stesso specifica a chiare lettere che la procedura di affidamento dev’essere la stessa dei contratti pubblici.

Ente gestore e Comune stanno violando tutti gli obblighi previsti dalla legislazione in materia di accoglienza, tutela dei minori e protezione dei richiedenti asilo.

Occorre provvedere all’immediato trasferimento dei minori da questo luogo inadeguato e pericoloso sotto tutti i profili.

Occorre fare immediata chiarezza di come sia potuto accadere che il Comune abbia attivato l’emergenza in una palestra aperta alle sue attività.

E’ doveroso fare chiarezza su cosa sta accadendo nei porti al momento dello sbarco. Qual è il margine di azione delle organizzazioni umanitarie accreditate, addette all’informativa legale dei richiedenti asilo e alla tutela dei minori? Quale il loro ruolo nel seguire i trasferimenti di minori e il monitoraggio delle strutture in cui vengono collocati?

Redazione Borderline Sicilia