19 novembre 2018

Mancanza di rispetto per l’umanità.

Quante volte sentiamo i nostri nonni, o in genere le persone più anziane dire “oggi non c’è più rispetto”. Per strada, a scuola e in famiglia la deriva educativa si sente e si vede, ed in questa deriva si è insinuata una politica ormai totalmente priva di umanità e di rispetto verso l’altro.

Quello che preoccupa non sono tanto i tweet senza vergogna di questo o quel ministro, ma il silenzio assordante di quella parte di società che non dovrebbe assolutamente permettere e accettare la guerra che si è scatenata contro chi è più debole, più povero, più ai margini. Anche il mondo cattolico che dovrebbe reagire con forza a tutto ciò che sta accadendo, si limita a celebrare in modo retorico e sterile “la giornata della povertà” senza fare niente per eliminarla.

Ѐ trascorsa appena una settimana dalla farsa del summit per la Libia a Palermo che è stato un disastro per il popolo dei migranti e per i poveri in genere. All’indomani del summit continuano a consumarsi stragi che possiamo definire omicidi: 20 persone a Cadice in Spagna, oramai diventata la tratta più battuta per raggiungere l’Europa, 2 persone in Sardegna più otto dispersi e 14 tentati omicidi in Val di Susa in cui i migranti che cercavano una prospettiva di vita si sono persi tra i monti innevati. E ancora, 81 persone terrorizzate barricate su una nave cargo in Libia, pronte a morire pur di non tornare nell’inferno da cui fuggono.

Non si conosce ancora il destino dei migranti arrivati a Lampedusa dopo che Malta, a quanto pare, ha dato benzina e giubbotti di salvataggio. Persone nascoste alle associazioni del territorio che vorrebbero conoscere la verità su quanto accaduto, ma su cui occorre mantenere il silenzio. Lo stesso silenzio che le istituzioni e i media tengono sugli arrivi quotidiani a Lampedusa e sul destino e il trattamento di queste persone.

Ѐ una guerra, sono vittime di guerra, sono vittime di una umanità ormai dimenticata, di una umanità che si è svenduta al potere, dove le dichiarazioni contano più delle azioni. Il bollettino di questa guerra non tiene conto delle criticità che sta vivendo il nostro paese. Sarebbe sufficiente analizzare i rapporti sull’attività di monitoraggio delle operazioni di rimpatrio forzato di cittadini stranieri a cura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale e il Rapporto Annuale del Sistema di protezione per richiedenti Asilo e rifugiati, per capire che siamo accecati dal fumo della propaganda e lontano anni luce dalla dimensione reale delle cose.

Intanto in Sicilia le prefetture hanno cominciato a revocare le procedure di gara per l’affidamento dei servizi di accoglienza ed assistenza di cittadini richiedenti protezione internazionale, attendendo l’invio di nuove disposizioni regolanti i rapporti con gli enti gestori dei centri di accoglienza, secondo nuove linee di intervento che prevedono significative variazioni sui nuovi capitolati e sugli schemi di bando tipo, anche in un’ottica di razionalizzazione e contenimento della spesa. Contestualmente anche i centri FAMI per minori non accompagnati hanno ricevuto una nota dal ministero che comunica che i progetti vengono dimezzati dai primi di novembre senza nessun preavviso.

Uno smantellamento continuo del povero e malandato sistema di accoglienza di cui già stiamo vedendo gli effetti nelle zone vicino le campagne con casolari abbandonati sempre più popolati. Ed appena entrerà a pieno regime il decreto sicurezza, che sarà una manna dal cielo per i mercati mafiosi delle residenze false, dei falsi contratti di lavoro, il numero delle persone irregolari lieviterà. Come è stato per la sanatoria truffa del 2012, un bel regalo al malaffare.

Continueremo nonostante le difficoltà a monitorare, ad incontrare le persone per strada e saremo sempre pronti a denunciare e a dare voce alle vittime di questo sistema. Non abbiamo bisogno di dirette televisive in cui si prende in braccio un piccolo nero o si abbraccia un povero, non abbiamo bisogno oggi di carità, perché come dice Galeano: “la carità è umiliante perché si esercita verticalmente e dall’alto; la solidarietà è orizzontale e implica rispetto reciproco”, giusto ciò che abbiamo perso.

 

Alberto Biondo
Borderline Sicilia