6 maggio 2017

Lo sbarco della Vos Prudence a Catania

Ieri mattina la nave Vos Prudence di Medici senza Frontiere ha sbarcato al porto di Catania le salme di altri sei morti di frontiera. Cinque di loro sono giovani donne, i cui corpi sono rimasti verosimilmente in mare circa una settimana e recuperati in acque internazionali, rispettivamente a 42 e 20 miglia nautiche dalle coste libiche; la sesta salma appartiene ad un uomo ed è stata trasbordata dalla Vos Hestia di Save the Children.

La nave Vos Prudence al porto di Catania

Le politiche di chiusura delle frontiere e respingimento dei migranti continuano a mietere vittime nel silenzio assordante dei media, dove imperversa la criminalizzazione e la denigrazione delle Ong, che le stragi in mare tentano di fermarle e risultano testimoni forse troppo scomodi per essere ancora “tollerati” dai governi in acque internazionali.

Dall’inizio del 2017 sono già state accertate 1090 persone che hanno perso la vita nel tentativo di giungere in Europa attraversando il mare, non avendo altre vie legali e sicure per farlo.

“Dovremmo forse spegnere per un attimo tutte le polemiche sulle Ong che operano in mare e osservare un minuto di silenzio per questi morti senza nome, che rappresentano la conseguenza diretta delle ipocrite e inaccettabili politiche europee sulla migrazione”, dice ai giornalisti Michele Trainiti, coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso per Msf.

Ieri al molo ad attendere le salme eravamo invece ancora in pochi ed in banchina spiccavano le bluse azzurre degli agenti di Frontex e le divise di carabinieri e polizia. Nessun saluto di commiato da parte delle istituzioni e pochissima copertura da parte dei media. Questi morti sono vittime scomode, che ci costringono ad un faccia a faccia con la morte e la violenza, uniche conseguenze possibili delle politiche di guerra e respingimento sostenute dal nostro governo.

Per questo alcuni vogliono renderle invisibili e noi continuiamo invece a ricordarle.

 

Lucia Borghi

Borderline Sicilia Onlus