27 ottobre 2019

L’insostenibile peso dell’indifferenza

Nel silenzio assordante che ha accompagnato l’ultima strage in mare, riportiamo il racconto di Angelo Piraneo, che ieri, insieme ad altre persone, era a Porto Empedocle ad attendere la nave che trasportava le bare con i morti dell’ultimo naufragio.

Foto di Angelo Piraneo

“Alle 12.30 attracca al molo di Porto Empedocle la nave Pietro Novelli. Nella stiva c’è un camion con cella refrigerante con all’interno un carico di vite spente, di migranti annegati qualche giorno addietro nel mare di Lampedusa. Sono 13 donne e una bimba di 10 anni che volevano scappare dalla fame e dalla guerra, mettersi in salvo. Ma il mare le ha tradite e le istituzioni, l’Europa, pure. Sul molo ad attenderli siamo circa 50 persone, autorità militari e civili (Prefetto, Sindaci di Agrigento e Porto Empedocle), presbiteri, gente di associazioni laiche e religiose, persone della società civile.”

“Vediamo scendere il camion dal traghetto e fermarsi vicino a noi, si aprono i portelli e la prima cosa che ci raggiunge è il tanfo che proviene dall’interno del camion laddove ci sono le bare. Vengono quindi uscite e poggiate per terra. Una preghiera cristiana viene recitata e mani pietose poggiano dei fiori sui feretri. Agrigento, Favara, Campobello di Licata, saranno i luoghi dove queste salme saranno tumulate”.

Noi vogliamo ringraziare le persone che non vogliono rassegnarsi a questa politica carica di morte, a questa politica disumana che ordina massacri e guerre, che usa le frontiere per uccidere.

Foto di Angelo Piraneo

Vogliamo farvi vedere le foto, e vorremo anche farvi sentire il tanfo della morte, entrare nelle case per cercare di svegliare dal torpore in cui siamo piombati. Torpore che ci rende complici e diretti responsabili di tutto ciò.

 

Alberto Biondo

Borderline Sicilia

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