30 settembre 2014

LampedusaInFestival – Resistenza su tutti i fronti


Giacomo Sferlazzo apre la prima serata
del festival

30 settembre. Siamo arrivati all’ultimo giorno della sesta edizione di LampedusaInFestival,cominciata il 25 settembre con una bellissima performance del gruppoThéatre Senza” su tutti i paradossi lampedusani.

“Piccolo festival di comunità, migrazioni, lotte, turismo responsabile e storie di mare. Un concorso per filmmaker, un festival che rilancia il dialogo su temi attuali e importanti, su vicende che hanno fatto conoscere all’opinione pubblica Lampedusa e Linosa come comunità capaci di dare un forte segnale di umanità in un mondo sempre pi˘ votato all’omologazione.”Così lo descrivono gli organizzatori.
Il festival nasce nel 2009 grazie ad un’iniziativa del collettivo lampedusano Askavusa.


Mostra itinerante di Mauro Biani “Sulla stessa barca”

Questíanno sono stati presentati 22 film in concorso, sono state allestite diverse mostre e tenuti dibattiti su temi come la militarizzazione del territorio, tema fortemente sentito a Lampedusa, dove si parla di installare due nuove e potentissime antenne che irradieranno un’isola che è grande appena 21 chilometri quadrati. Si parla inoltre di resistenza: delle lotte NoMUOS e NoTAV e delle lotte dei migranti che arrivano da Foggia, Amburgo, Zurigo e Berlino.Uno dei dibattiti è dedicato alle lotte delle donne in Sicilia e a Lampedusa. Si parla inoltre della precaria situazione delle strutture pubbliche presenti sull’isola, come le scuole, che da anni non vengono ristrutturate.
Si avverte una grossa delusione rispetto alle aspettative riposte sulla giunta comunale. In segno di protesta Askavusa ha rinunciato al co-finanziamento del Comune per il festival.

Gli organizzatori spiegano: “Il 23 agosto scorso, con la delibera di giunta n. 119, il Comune di Lampedusa e Linosa si impegnava ad erogare quattromila euro per la sesta edizione del LampedusaInFestival. In seguito ai tagli che la ragioneria del Comune sta per effettuare, e dopo líazzeramento da parte del consiglio comunale dell’aliquota Tasi, siamo venuti a conoscenza che c’è la possibilità di non ricevere più la somma di quattromila euro precedentemente impegnati per il LampedusaInFestival. Considerato che non vogliamo assolutamente gravare sulle spalle degli isolani, abbiamo deciso di rifiutare il finanziamento e liberare questi quattromila euro per eventuali spese per la comunità (magari per i lavori alle scuole)”.


Porto M

La decisione trova origine però anche dal fatto che il Comune ha finanziato un altro festival, che si
terrà dal primo al 5 ottobre sull’isola, “Sabir”. Non si condivide neanche la gestione della giornata del 3 ottobre, in cui si commemorerà la morte dei 368 migranti che hanno perso la vita un anno fa, neanche ad un miglio da Lampedusa.
Scrive Askavusa: “Apprendiamo inoltre che il ministero dellíInterno ha erogato la somma di 80 mila euro per la commemorazione della strage del 3 ottobre. Fondi girati alla manifestazione Sabir.Ci chiediamo se sia dovuto a questo líinvito a partecipare inviato al ministro dellíInterno Angelino Alfano; cosÏ come altri esponenti politici pronti per la passerella. Il ministro dellíinterno che aveva promesso funerali di Stato per le vittime della strage del 3 ottobre. Funerali che si sono poi svolti a Porto Empedocle, senza le vittime e alla presenza di esponenti del governo eritreo da cui i migranti sono perseguitati. Vi ricordiamo che questi personaggi sono i responsabili, con le loro scelte di natura economica e militare (dettate dai poteri forti e spesso occulti), delle tante stragi che avvengono: non solo per i naufragi, ma ancora di pi˘ per le guerre e lo sfruttamento dei territori, praticati dai paesi occidentali.”

Una critica che fonda le sue ragioni su elementi importanti e seri. Da mesi sia Borderline Sicilia che


Area Marina Protetta, luogo di dibattiti

l’associazione partner borderline-europe sono in contatto con i parenti delle vittime del 3 ottobre. Ricordiamo bene la messa in scena della commemorazione “di Stato” a Porto Empedocle e non capiamo perché proprio in questi giorni il ministro dell’Interno Alfano sia stato invitato a venire a Lampedusa. Girano voci che proprio il 3 ottobre venga riaperto il centro di contrada Imbriacola, chiuso dopo lo scandalo delle docce antiscabbia del dicembre scorso. Si parla pure della visita di alcuni esponenti dell’ambasciata eritrea. Rimarremo sull’isola e cercheremo di accompagnare i parenti delle vittime nel modo più dignitoso possibile.
Intanto però partecipiamo alle ultime manifestazioni del LampedusaInFestival e alla premiazione del film vincitore.
Presenteremo durante un dibattito un nostro nuovo progetto: il telefono di allarme per migranti che sono in pericolo di vita nel Mediterraneo. Ma di questo parleremo la prossima volta.

Da Lampedusa
Judith Gleitze, Borderline Sicilia/borderline-europe