19 ottobre 2018

La Mare Jonio arriva a Palermo

Mediterranea ha chiuso la sua prima missione e fa ritorno a Palermo. È uno scalo di transito, per fare rifornimento, cambio equipaggio per poi rimettersi subito in mare. “Il bilancio di questi primi giorni è estremamente positivo, l’intuizione è stata giusta.” Cosi afferma Alessandra Sciurba riassumendo i 12 giorni in mare della Mare Ionio.

A prendere parola il sindaco Leoluca Orlando, che fa presente che tutta la città è sulla nave. “A quanti mi chiedono quanti migranti ci sono a Palermo rispondo nessuno. Chi arriva a Palermo è palermitano!”.
Erasmo Palazzotto, deputato e promotore di Mediterranea spiega come questa sia una sfida ai governi europei. “Abbiamo visto in prima linea come la questione del salvataggio in mare sia diventata una questione burocratica, se la linea della zona SAR descritta passa un miglio sopra o sotto. In funzione di questo le vite umane, le persone su quell’imbarcazione non contano più niente.”

L’intervento di Giorgia Linardi di Sea Watch ricorda come salvare sia un gesto automatico, quasi meccanico. “Credo fortemente che chiunque si trovi davanti a una persona che ti guarda con le pupille dilatate e che sta per essere inghiottita dall’acqua, tende il braccio, con un gesto automatico e muscolare. E chi ci governa, questa esperienza non la conosce. Le questioni politiche non si discutono in mare, questo si fa a terra, in mare si soccorre e si portano le persone in un porto sicuro”, conclude la portavoce di Sea Watch.

A intervenire anche Marta, studentessa neolaureata di 26 anni, attivista a Roma che sostiene i migranti tramite consulenza legale, dando sostegno legale a chi lotta per una vita degna. Essere su Mediterranea era importante non solo per salvare gli altri ma anche noi stessi. “Andiamo in mare per salvarci dallo schifo che avviene ogni giorno sotto i nostri occhi”.
L’ondata di adesioni a Mediterranea ha raggiunto i 150.000€ di crowdfunding (dato al 16.10). Lo ricorda Luca Casarini, raccontando quanto accaduto la notte del 12 ottobre, quando la Mediterranea riceve un messaggio Navtext, dove si segnalava un gommone in avaria con 70 persone a bordo in acque maltesi. Dopo un rimbalzo di responsabilità tra Roma e la Valletta e l´insistenza della Mare Ionio, la Guardia Costiera italiana ha intercettato l’imbarcazione e tratto in salvo le persone a Lampedusa. “Quando abbiamo ricevuto la comunicazione che quelle 70 persone erano in salvo, il mare ci sorrideva”.

“Il rischio di non partecipare a questo progetto era più grosso di quello di partecipare”, dice Claudio Arestivo de I Moltivolti di Palermo. “Tutelare i diritti anche degli altri non è roba di sinistra, destra, cattolico, non credente, ma è una cosa umana”. A prendere parola anche il presidente della Consulta delle culture, Ouattara Ibrahima Kobena e Evelina Santangelo, scrittrice del collettivo Corpi.

Conferenza stampa “Mediterranea” 16-10-2018

 

Giulia Antonelli
Borderline-Europe

 

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