16 luglio 2019

La mano forte dello Stato contro i deboli

Decine e decine di mezzi delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, un elicottero, circa 200 tra poliziotti, carabinieri e vigili, per effettuare uno sgombero di famiglie con bambini. Tantissimi gli italiani, perché – oltre che contro gli stranieri – è soprattutto contro i poveri che si vuole combattere.

Roma: lo sgombero di via Capranica – Fonte Lapresse.it

In mancanza di naufraghi salvati da navi di Ong, in questi giorni il governo ha usato la forza e la violenza contro bambini e anziani per distogliere l’attenzione dagli scandali dei soldi russi.

Buttare fumo negli occhi, distrarre, spostare l’attenzione. Una vergogna tutta italiana, una politica bugiarda che in qualsiasi altro paese con un livello minimo di democrazia, non avrebbe retto neanche una settimana.

Tutta la macchina governativa contro le ONG (che hanno salvato “soltanto” 248 migranti a fronte di più di 3000 arrivi nel 2019) serve solo ad alimentare questo delirio collettivo in cui si sta definitivamente e tragicamente consumando un pericoloso distacco dalla realtà.

 

Il disastro nel sistema di accoglienza

Nonostante i numeri bassi, le difficoltà sono in aumento perché è in corso un’opera di demolizione dell’intero sistema di accoglienza. Il ministero dell’interno da tempo non eroga ai comuni i fondi per i minori stranieri non accompagnati e quelli destinati ai CAS non si sa che fine abbiano fatto. Quale migliore scusa per le cooperative che hanno sempre voluto fare business per continuare a fare il minimo indispensabile ?

E così i centri continuano a chiudere e quelli aperti sono sovraffollati. Basti pensare alla situazione dell’hotspot a Lampedusa in cui – mentre guardavamo le vicende della Sea-Watch – il centro a contrada Imbriacola era in condizioni disumane con più di 200 persone per una capienza di 97 posti. Servizi igienici e posti letto insufficienti, tanto che per alcuni giorni molti hanno dormito fuori sotto le tettoie. La somministrazione del cibo è avvenuta con file interminabili sotto il sole cocente, la suddivisione delle schede telefoniche ad intermittenza e l’informativa legale in modo superficiale. I trasferimenti a singhiozzo verso Porto Empedocle e l’arrivo costante di persone con sbarchi autonomi fanno sì che il centro di contrada Imbriacola sia costantemente sovraffollato. Anche domenica altre  persone in due diversi sbarchi sono arrivate sull’isola.

E alle disastrose condizioni del centro si sommano le prassi illegittime per le quali le persone sbarcate vengono trattenute per un tempo indefinito e al di fuori delle procedure all’interno degli hotspot.

 

Bandi ancora al palo

In questo clima di guerra ai poveri le prefetture fanno i conti con le difficoltà quotidiane delle persone ospitate dentro i CAS che in molti casi sono in proroga con i vecchi capitolati in attesa dei nuovi bandi.

A Palermo la prefettura ha rinnovato la proroga in scadenza a fine luglio perché i bandi sono in corso di aggiudicazione. Le principali cooperative che attualmente accolgono sono in graduatoria per i 1800 posti a Palermo e provincia. Due cooperative – Umana Solidarietà e Azione Sociale – hanno presentato delle offerte troppo basse e quindi saranno sotto la lente d’ingrandimento del Responsabile Unico del Procedimento.

A Trapani invece si sta espletando il bando per la gestione del CPR, contestualmente ai lavori di ripristino con fiumi di soldi pubblici buttati al vento per l’ennesima ristrutturazione. Partecipano al bando l’ormai storica Badia Grande che dovrà vedersela con una rete temporanea di imprese formata da Vivere Con e consorzio HERA (ex gruppo insieme), e con le altre partecipanti, tra cui Engel s.r.l. di Salerno, già famosa per gravi fatti di cronaca.

Ad Agrigento la situazione è ancora in stallo con il vecchio bando definitivamente cancellato perché formulato con i vecchi criteri. Il nuovo bando è  atteso per settembre, ma nel frattempo i centri continuano a chiudere, ultimo in ordine di tempo il centro Atfal che ha chiuso anche gli ex Sprar. Centri come Villa Sikania, che ospita anche persone sfollate dal CARA di Mineo, sono pieni e senza nessuna proroga scritta, ma vanno avanti con una manifestazione di interesse con i nuovi criteri, e con pagamenti fermi a dicembre 2018.

Invece a Caltanissetta il bando per la gestione del centro di Pian del Lago per 456 posti è in fase di verifica e valutazione delle cooperative partecipanti tra cui Badia Grande e Vivere Con, e altre legate al territorio nisseno, più il ritorno della Cascina Global Service.

 

Un mezzo della polizia davanti al CAS Marconi a Palermo

Morte e sfruttamento

E mentre le cooperative giocano a monopoli con i bandi, lo stato italiano in accordo con il resto dell’Europa continua ad uccidere senza sosta; la scorsa settimana per l’ennesima volta il mare ha risputato indietro i corpi di 72 persone di fronte le coste tunisine, ma la notizia è passata velocemente e nessuno si sente colpevole. Il mare è un innocente spettatore, mentre chi non è innocente sono i nostri governanti e chi gioca con la vita delle persone, vendendo contratti di lavoro falsi per avere i permessi di soggiorno. Come era prevedibile il decreto sicurezza ha alimentato il sistema della compravendita dei documenti. E sempre in sordina passano le notizie di casi di malaccoglienza e sfruttamento lavorativo in cui negli anni anche noi ci siamo spesso imbattuti.

La scorsa settimana un migrante si è sdraiato a terra nella centralissima piazza Vittorio ad Agrigento per protestare contro le condizioni della sua accoglienza e a Palermo i richiedenti asilo del CAS Marconi hanno bloccato tutto per la mancata erogazione del pocket money.

Ma i poveri per la buona pace di tutti devono stare zitti e non alzare la voce, in fondo ci devono pure ringraziare per tutto quello che facciamo per loro.

 

Alberto Biondo

Borderline Sicilia

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