4 novembre 2017

Cronaca di una grave violazione della legge nel centro Hotspot di Lampedusa

 Comunicato stampa – Nonostante la sentenza Cedu sul caso Khlaifia continuano detenzione arbitraria, espulsioni di massa, negazione del diritto d’asilo. Il signor M. è da quattro giorni in sciopero della fame. Insieme a lui circa 200 connazionali tunisini, rinchiusi nel centro Hotspot di Lampedusa, si rifiutano di mangiare finché non verranno garantiti i loro diritti. Un suo compagno è stato da poche ore ricoverato in ospedale. Sono detenuti senza alcuna convalida da parte di un giudice e non hanno incontrato nessuno che spiegasse loro la procedura per un’eventuale richiesta di asilo.
Stessa storia la racconta il signor A., anche lui tunisino, rinchiuso a Lampedusa da 14 giorni insieme agli altri 200 connazionali.  “Mi è stato negato il diritto di chiedere asilo”: queste le sue parole al telefono con l’Arci.
Nel silenzio doloso delle istituzioni, l’Italia sta violando la normativa nazionale e internazionale. Solo grazie alla denuncia dei nostri partner tunisini della FTDES (Forum tunisino per i diritti economici e sociali) siamo riusciti a parlare con i migranti trattenuti e in sciopero della fame.
L’Italia si mostra indifferente alle condanne della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Pochi mesi fa i giudici della Corte di Strasburgo condannarono lo Stato italiano a un risarcimento di 30mila euro per il trattamento riservato a tre immigrati tunisini. Secondo la Corte ai tre migranti non furono mai comunicate le ragioni della loro detenzione e non venne dato loro alcuna possibilità di appellarsi. Inoltre le condizioni di detenzione furono definite “profondamente degradanti della dignità umana”. Stanze sovraffollate, con persone costrette a dormire a terra, nessuna porta a separare i bagni e le docce dai dormitori, carenza di acqua. Nessun contatto con il mondo esterno. Una condizione che si sta ripetendo oggi.
Inoltre i togati hanno condannarono l’Italia per la violazione del diritto alla libertà e alla sicurezza dei tre tunisini, perché questi furono detenuti senza che alcuna legge lo prevedesse, non furono informati dei motivi per cui erano trattenuti e infine non poterono ricorrere davanti a un tribunale italiano contro la decisione delle autorità.
Alla luce della grave situazione che si sta verificando nel centro Hotspot di Lampedusa, ARCI e FTDES chiedono che:
·  tutti i migranti trattenuti senza alcuna convalida di legge vengano immediatamente rimessi in libertà;
·   tutti i migranti trattenuti vengano informati sulla possibilità di accedere alla richiesta
d’asilo;
·   tutti i migranti trattenuti abbiano la possibilità di incontrare enti di tutela indipendenti;
·  il Governo italiano metta fine alle espulsioni collettive illegittimamente previste dagli accordi italo-tunisini;
·  il Governo italiano renda pubblica l’intesa tecnica con la Tunisia in materia di respingimenti in mare.

ARCI – FTDES