11 maggio 2017

“Criminalizzazione della fuga e dell’aiuto dei migranti in transito” – Un nuovo report mette a nudo i fallimenti del sistema europeo di asilo

Conferenza stampa, 18 maggio 2017, ore 10:00 

Presso l’ex Real Fonderia, Piazza Fonderia (Cala), Palermo

Borderline Sicilia Onlus presenta la ricerca

“Criminalizzazione della fuga e dell’aiuto dei migranti in transito” 

Intervengono

Antonella Mascia (avvocato specializzato in diritti umani Verona-Strasburgo)

Michele Telaro (MSF Italia)

Lucia Borghi  (Borderline Sicilia, Catania)

Judith Gleitze (borderline-europe, Palermo)

Dopo il naufragio del 18 aprile 2015, nel quale persero la vita più di 800 persone, il contrasto del traffico di esseri umani è diventato un argomento centrale nell’agenda delle politiche migratorie europee.  Il 22 giugno 2015, prendeva ufficialmente il via l’operazione EUNAVFOR MED (“Sophia”), finalizzata a contrastare militarmente i trafficanti di esseri umani. L’operazione si inserisce in un contesto in cui è in atto, già  da diversi anni, un processo di criminalizzazione delle persone in fuga e di coloro che le aiutano nel tentativo di superare le frontiere blindate della fortezza europea. In questo momento chi soccorre in mare i migranti è nel mirino di una feroce campagna mediatica e politica che li dipinge come organizzazioni che operano solo a scopo di lucro. L’agenzia Frontex ed alcune procure italiane accusano le Ong che prestano soccorso nel Mediterraneo centrale, di agire in collaborazione con i trafficanti libici, con il chiaro intento di fermare tali operazioni umanitarie ed eliminare potenziali testimoni di ciò che succede in mare.

Al fine di analizzare e portare alla luce la complessa realtà delle diverse motivazioni della fuga e della sua facilitazione, e del traffico di esseri umani, le organizzazioni borderline-europe (Germania), Borderline Sicilia (Italia), Asyl in Not (Austria) e Diktio (Grecia) hanno svolto una ricerca su questi temi e su come vengono affrontati dalle politiche migratorie europee. Sono stati studiati gli accordi internazionali e la loro trasposizione in alcune direttive europee (come ad esempio il “Facilitor’s Package”) e nelle leggi nazionali.  Parallelamente sono stati monitorati i procedimenti penali  nei confronti dei cd presunti scafisti,  le prassi istituzionali contrassegnate da razzismo e discriminazione, e la stigmatizzazione dei “facilitatori della fuga” e dei migranti stessi.

I risultati di questa ricerca saranno presentati al pubblico in contemporanea il 18 maggio 2017 nelle città di Berlino, Palermo e Vienna. 

Il progetto transnazionale  “Controversie nella politica migratoria europea – la concessione della protezione contro la sicurezza dei confini (KideM)”  è stato reso possibile dal programma europeo “Europe for Citizens”.

Contatti: [email protected], tel.: 339 – 328 10 49.