28 febbraio 2018

Comunicato stampa dello sportello Immigrati di Caltanissetta

Ci sono Paesi del mondo in cui il rapporto con le istituzioni è quanto di più difficile ci possa essere. Dove richiedere che venga riconosciuto un diritto significa passare attraverso umiliazioni, atteggiamenti ostili, trattamenti inumani e degradanti.

Immagine tratta da Il Fatto Nisseno

Dove una persona viene convocata in un ufficio (non ci si reca perché le è venuta voglia, le viene dato proprio appuntamento) e viene lasciata ad aspettare, fuori, sotto la pioggia, dalle 9 del mattino alle 5 del pomeriggio. Ed alle 5 del pomeriggio le viene dato un nuovo appuntamento per la settimana dopo. Appuntamento al quale, di nuovo, rimarrà ad aspettare fuori per 8 ore, e sarà poi rinviata al mese dopo.

Luoghi al cui ingresso è scritto, in tutte le lingue, che l’ufficio apre dalle 09.00 alle 12.00, per poi scoprire che apre sistematicamente non prima delle 09.30 e le persone, assiepate fuori dalle prime ore del mattino, non vengono, alla tanto attesa apertura, fatte entrare in un ufficio ma si accalcano, come bestie, dietro una grata di ferro dove un funzionario, con aria stanca e svogliata, esamina la carta che gli viene mostrata attraverso le maglie della rete di metallo e gli dà un altro appuntamento.

Questi luoghi però non si trovano nella Libia liberata. Si trovano a Caltanissetta, Ufficio Immigrazione, Contrada Pian del Lago. Chiunque può assistere allo spettacolo fornito ogni giorno dalle autorità preposte. E vergognarsene. Come capita a noi.

 

Sportello Immigrati, Via Re d’Italia 14, Caltanissetta.