19 luglio 2014

COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Purtroppo anche questa volta abbiamo ragione, ma come non mai volevamo essere smentiti.La situazione emergenziale di questi anni ha provocato un circuito vizioso che non lascia più scampo a nessuno, neanche ai volontari che vogliono e pretendono i ringraziamenti per quello che svolgono e se non ricevono un grazie vanno via perché in fondo “QUESTI CHE ARRIVANO DALL’AFRICA” non hanno rispetto!
Tutto il razzismo coltivato negli anni sta avendo proprio i frutti in questo momento storico con la violazione di ogni diritto per le persone considerate di serie B, da tutti, a cominciare dai potentati economici, ai politici, ai trafficanti e anche a tutti quelli che si considerano buoni solo perché non sganciano un pugno al marocchino che pulisce in modo impertinente il vetro della nostra auto.Con l’ultimo sbarco a Trapani di 1200 persone abbiamo sfiorato il ridicolo, in quanto la macchina dell’accoglienza non ha funzionato perché come sempre impreparata e appunto in emergenza.Dei 1200 arrivati infatti soltanto 500 circa sono rimasti nel territorio trapanese. Circa 200 come preannunciato sono stati “infilati” nel CARA che ormai possiamo definirlo ufficialmente centro di smistamento, con la capienza massima ovviamente superata abbondantemente, con tutti gli spazi occupati e con le difficoltà di una struttura in cui non viene fatta nessuna manutenzione da tempo immemore perché il comune di Trapani non ha i fondi e quindi manca l’acqua calda, i bagni stanno cadendo a pezzi, pompe e caldaie non sono funzionanti o funzionano parzialmente ecc… Un turnover quello nel CARA di Salinagrande che ovviamente non contribuisce a fare un lavoro sulle persone, ma bensì serve soltanto a tenere buone le persone in attesa di collocazione o fuga, e quando non si hanno le forze economiche morali si attende il ricollocamento per avere una data per l’audizione in commissione con tempi che ormai si sono “dilatati” tanto in alcuni casi anche due anni…Per il resto delle persone dopo uno sbarco durato quasi 24 ore (compreso trasferimenti vari) è toccato o il nuovo CAS di Petrosino, o il nuovo CAS di Castellammare o altre strutture che sono sempre più piene, per la gioia degli enti gestori!Ovviamente la gioia non è la stessa degli operatori che spesso si ritrovano a lavorare in condizioni imbarazzanti e per le persone “non razziste” che cominciano sempre più a non tollerare proteste e lamentele (“ma perché non le fanno a casa loro, anzi noi li campiamo”).Per il resto dei 1200 un po più sfortunati dopo il trasbordo è toccato a sorte il centro di smistamento di Siculiana (Villa Sikania) svuotato preventivamente dopo una visita del ministro Alfano (non ha avuto lo stesso seguito mediatico del suo ex capo Berlusconi quando ha giocato con Lampedusa e i Lampedusani). A Siculiana sono state portate circa 200 persone soprattutto famiglie siriane che dopo poche ore hanno avuto le forze per ripartire verso la meta desiderata per vivere una vita più degna per se e per i propri familiari.E ancora altre persone sono state portate a Catania.Per 350 circa sono stati fatti dei ponti aerei da Trapani Birgi verso la Sardegna, il Veneto e la Lombardia (forse i più fortunati – se così si può definire – perché più vicini al confine).Una macchina “mangiasoldi” che ha sperperato in un solo giorno tanti milioni soltanto perché il sistema accoglienza in Italia è figlia dell’emergenza.Un sistema che mette in campo satelliti, droni, elicotteri, flotte navali e che non riesce a vedere una barca con 300 migranti circa che sono arrivati indisturbati a Lampedusa e adesso in attesa di trasferimento visto che non ci sono le strutture per l’accoglienza e i migranti sono costretti a bivaccare nel porto senza possibilità di nulla!Il viaggio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle non finisce mai; vorrebbero avere più considerazione, vorrebbero godere dei propri diritti, ma purtroppo in Italia non è possibile e ovviamente l’Europa sta alla finestra e quando ci sono i morti si gira dalla parte opposta, per non vedere gli omicidi che ogni giorno si consumano.E anche a Palermo come avevano appunto previsto oltre le proteste “educate” come le chiamano gli enti gestori, ci sono le pretese; pretese di avere un documento, pretese di mangiare cibi degni di questo nome, pretese di poter contattare le famiglie, pretese che “questi animali” (sempre qualche responsabile di alcuni enti gestori) vogliono e subito.L’ultimo episodio risale ad un paio di giorni fa quando un gruppo di migranti ha bloccato una via trafficata di Palermo, per protestare per le lungaggini burocratiche, per l’inefficienza degli enti gestori che non comunicano in modo adeguato sui diritti e doveri, su mancanze derivate dalla non applicazione delle convenzioni con la prefettura di Palermo, che non è in grado di controllare e verificare lo stato delle strutture.Il gioco diventa sempre più complicato perché i centri sono saturi e non c’è la volontà di fare una vera accoglienza, così le persone si allontanano volontariamente e lo stato italiano ha meno gatte da pelare e consegna le persone ai trafficanti, perché le condizioni dell’accoglienza nella maggior parte dei casi è inadeguata per una persona, forse anche per gli animali non sarebbe buona…Speriamo veramente che nei prossimi giorni settimane e mesi veniamo smentiti e qualcuno possa farsi un esame di coscienza e cercare di mettere una pezza….Redazione Borderline Sicilia Onlus