8 luglio 2015

Cerimonia interreligiosa per 13 migranti

meridionews – I loro corpi sono i primi recuperati dal relitto affondato lo scorso 18 aprile a largo delle coste della Sicilia. Sono le vittime diuna tragedia che avrebbeportato alla morte di quasi 800 persone. Stamattina sono stati celebratii loro funerali.«Credo sia dovere di grande civiltà di un continente come l’Europa non dimenticare», afferma il sindaco Bianco.
Una cerimonia che ha coinvolto cattolici, musulmani e copti per darel’ultimo saluto alle 13 salme di alcuni deimigranti morti in mare nel naufragio del 18 aprile scorso,in cui secondo le testimonianze dei superstitiavrebbero perso la vita quasi 800 persone. Una data che rimarrà per sempre scolpita nella storia delle migrazioni via maredal continente africano verso l’Europa per il numero di vittime. Tra i partecipantialla funzione, oltre all’arcivescovo Salvatore Gristina,il primo cittadino di Catania Enzo Bianco,Ismail Bouchnafa, imam della moschea localee vicepresidente della comunità islamica di Sicilia eAbona Bola in rappresentanza della chiesa coopta d’Egitto.«Si dovrebbero legalizzare le partenze dai Paesi d’origine – spiegaBouchnafa -. L’Italia non può essere lasciata da sola e la comunità europea dovrebbe assumersi le sue responsabilità per affrontare seriamente questo problema». Le vittimedi età compresa tra i 23 e i 30 anni, verosimilmente di origini nordafricane, sono state recuperate dalla marina militarea 370 metri di profondità, adagiati accanto al relitto della nave che li stava conducendo verso la Sicilia.Sui corpi recuperati sono state effettuate leanalisi del dna per procedere alla loro identificazione. Secondo le prime ipotesi, la morte sarebbe avvenuta per annegamento. Gli accertamenti condotti dalla polizia scientifica e da esperti degli atenei di Catania, Palermo e Messina sono guidati dal medico forense Cristina Cattaneo. Il coordinamento per conto del Comune è stato affidato all’assessora ValentinaScialfa.«La città di Catania – affermaBianco nel suo intervento – rivolge un omaggio a queste persone, e alle molte altre di cui non recupereremo mai i corpi, che hanno lasciato la loro terra per inseguire un sogno che si è infranto dopo mille sofferenze, ma che credo sia doveredi grande civiltàdi un continente come l’Europa non dimenticare».«Questo è un momento davvero commovente e sentito e nessuno può tirarsi indietro- commenta Gristina a margine della cerimonia-. Attraverso queste persone abbiamo voluto ricordare tutti coloro che, in modo particolare in quest’ultimo periodo, ci chiamano a quei sentimenti d’umanità che ci dovrebbero caratterizzare». Al naufragio del 18 aprile scorsosono sopravvissuti in 28 tra cuiil presunto scafista tunisino Mohammed Ali Malek e l’aiutante sirianoMahmud Bikhit. L’imbarcazione sarebbe affondata dopo l’arrivo di un mercantile portoghese, il King Jacob, intervenuto a seguito dell’sos ricevuto dalla guardia costiera italiana. A causare la tragedia, come più volte dichiarato dalla procura di Catania, non sarebbe stata la collisione tra i due mezzi, ma una manovra errata del comandante Malek.