7 giugno 2016

Ai confini dello spettacolo. A Roma, la mostra di Giacomo Sferlazzo

Materiali di scarto, oggetti dimenticati in un viaggio, in una fuga disperata, perduti tra i flutti delmare, tra la sabbia del deserto, tra la noncuranza e il silenzio. Munnizza.

Ogni comunità necessita di definire se stessa in relazione a ciò che scarta, ci ricorda Bauman.I migranti, gli esuli, i rifugiati rappresentano essi stessi uno scarto, elemento chiave del gioco viziosodelle nostre paure tautologiche, utilizzate ad hoc per alimentare e deviare la discussione mediatica.Nella cultura del disimpegno, della discontinuità e della dimenticanza in cui tutti siamo nel e sulmercato, al tempo stesso clienti e merce, quello che tutti temiamo è l’abbandono, l’esclusione,l’essere respinti, scaricati.Gli scarti umani della nostra contemporaneità rappresentano dunque un bersaglio necessario su cuiscaricare le ansie e i timori di una precarietà collettiva.Lo Stato,nell’ultimoesausto tentativo didarsi una definizione, un ruolo, raccoglie tali ansie, le alimenta e le sfrutta arruolandole comenecessità primarie per riaffermare un’identità che viceversa è labile, inesistente.

Contro l’identità – Giacomo Sferlazzo – Ph. Andrea Kunkl

Giacomo Sferlazzo raccoglie questi oggetti, trovati nei luoghi simbolo della migrazione dei nostrigiorni: Lampedusa, Calais, la frontiera Messico-Usa e li ri-assembla, li custodisce, dona loro quelladignità che gli è stata sottratta, facendone reliquia, memoria, riflessione, provocazione.Gli oggetti, attraverso la rielaborazione dell’artista, diventano metafora.

Non hanno bisogno del commento, non hanno bisogno di luce.Sono reali, sono concreti, nella loro concretezza dimessa ci turbano: monito della divisione iniquatra i sommersi e i salvati, testimoni di questo tempo senza logica, senza giustizia, emblema dellarealtà in cui anche gli esseri umani, le loro vite, le nostre vite, sono diventate vite di scarto.

Laura Carnemolla

Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso

Guy Debord – La società dello spettacolo

Il 9 novembre del 1973 Pier Paolo Pasolini pubblicava sul Corriere della Sera un articolo dal titolo“Acculturazione e acculturazione” dove presagiva il completo appiattimento della società italianasotto l’influsso dei nuovi mezzi di comunicazione e il consumismo da essi propagandato. Ancoraprima Debord nel suo libro “La società dello spettacolo” del 1967, parlava di una società in cui ilcapitale stesso si era oggettivato nello spettacolo. Questo capovolgimento del reale si origina sin dalsistema di produzione dove la merce stessa assume un valore di scambio che trascende il suo valored’uso, lo sorpassa, lo annienta e così facendo trascende il reale stesso. Se nel lavoro salariato avvienela produzione della merce e lo sfruttamento con cui si estrae il plus-valore, nel dopo lavoro si passaad un altro movimento della catena di montaggio, l’illusione di “essere” nella vita reale davanti aduno schermo.

Dagli anni sessanta ad oggi i mezzi di comunicazione e le nuove tecnologie hanno

portato questo processo ad un punto di non-ritorno. Insieme a questo le contraddizioni reali si sonospostate nei nuovi confini: luoghi militarizzati in cui si mette in scena “Lo spettacolo del confine” cheancora una volta è il capovolgimento del reale, la sua rimodulazione in realtà virtuale ad uso econsumo di massa.Masse di persone, spesso in fuga da guerre e dalla guerra del capitale, diventano allora eserciti dilavoratori di riserva, mediaticamente rovesciati, criminalizzati ed usati per stimolare la grande“paura europea” e le politiche sulla sicurezza oppure con una doppia contorsione possono diventaremasse di “poveri cristi” da salvare, magari con navi militari e droni di ultima generazione.

Se è nei confini, oggi, che le contraddizioni del reale emergono e dunque vengono capovolte nellaspettacolarizzazione, è forse ai confini dello spettacolo che bisogna andare a cercare per trovareuna chiave di lettura del mondo contemporaneo?

Giacomo Sferlazzo

Inaugurazione: giovedì 16 giugno 2016 alle ore 19.00

Luogo Associazione Culturale OfficineNove – Via del Casale Galvani, 9, Roma

Orari: lun – dom, dalle 17.30 alle 20.30

Dal 16 al 26 giugno 2016

A cura di: Laura Carnemolla

Sito ufficialehttp://www.fotoleggendo.it/edizione2016/

18/06/2016 Roma – ore 21.00

LAMPEDUSA, storie in mezzo al mare. Canzoni e racconti su Lampedusa.

Associazione Culturale OfficineNove – Via del Casale Galvani, 9, Roma

Nell’ambito della mostra AI CONFINI DELLO SPETTACOLO

17/06/2016 Roma – dalle ore 19.00

C.S.O.A. ex SNIA – Via Prenestina 173 – ONDA ROSSA FESTA 87.9 fm

Dibattito su guerra e migrazioni con Sandro Portelli e Giacomo Sferlazzo

A seguire cena e concerto