3 febbraio 2018

Newsletter SICILIAMIGRANTI – Gennaio 2018

  • Centri di detenzione libici: schiavi, torture e morte
  • L’invisibilità sociale che uccide
  • Nuovi arrivi nei porti siciliani: in
    mare si continua a morire
  • Le bocche cucite di Lampedusa
  • News: Borderline Sicilia festeggia i suoi 10 anni con un nuovo sito

 

CENTRI DI DETENZIONE LIBICI: SCHIAVITÙ, TORTURE E MORTE

Continuare a fingere di non sapere cosa stia succedendo in Libia non è accettabile: le denunce per le violazioni commesse nei centri di detenzione – supportate da testimonianze dirette, video e foto – sono all’ordine del giorno. Ci chiediamo come la comunità internazionale e l’Unione Europea, pur di attuare le politiche che cercano di impedire gli arrivi, permettano che queste persone siano sottoposte a torture inumane e morte. Non possiamo permettere che nel 2018 un essere umano debba ancora pronunciare queste parole: “Chiedo alla comunità internazionale, all’Unione Europea, all’Unione Africana, allo Stato italiano che abbiano pietà di noi neri, che abbiano pietà di noi neri che arriviamo in Italia..”.

https://www.borderlinesicilia.org/in-libia-picchiati-uccisi-e-venduti-come-schiavi-le-immagini-che-minniti-finge-di-non-vedere/

https://www.borderlinesicilia.org/libia-ecco-cosa-succede-nei-centri-di-detenzione-per-migranti/

 

L’INVISIBILITÀ SOCIALE CHE UCCIDE

L’invisibilità sociale e l’emarginazione hanno devastanti conseguenze psico-fisiche sulle persone. Un’emarginazione dovuta a un sistema politico che abbandona i migranti a se stessi – nella paura di essere espulsi o rimpatriati – genera sempre più “invisibili” che possono solo temere il sistema che li circonda. Sono molte le associazioni che cercano di compensare questa mancanza di tutela dei diritti degli “invisibili” e che provano a riscattare la loro dignità e vita. Purtroppo è per la maggior parte delle volte impossibile riuscire a sopperire a tutte le esigenze poiché si lavora costantemente in emergenza a causa dell’insufficienza di strumenti e strutture che sono oramai al collasso.

https://www.borderlinesicilia.org/homeless-tunisino-trovato-morto-a-palermo-terzo-decesso-in-3-mesi/

https://www.borderlinesicilia.org/ali-e-le-altre-morti-annunciate/

 

NUOVI ARRIVI NEI PORTI SICILIANI: IN MARE SI CONTINUA A MORIRE

La tragedia delle morti nel Mediterraneo continua impassibile dopo il tragico naufragio dell’Epifania che ha causato il decesso di 64 persone. Nel primo mese del 2018 sono state salvate in mare – secondo i dati del Ministero dell’Interno – 4.256 persone, di cui 3.146 provenienti dalla Libia. Nella settimana tra il 15 e il 21 gennaio i porti siciliani hanno assistito a sbarchi tra Catania, Palermo, Pozzallo e Messina: le testimonianze degli operatori delle navi operative in mare riportano storie di soccorsi estremamente duri e intensi, sia per le cattive condizioni meteo che per le numerose imbarcazioni in avaria e le poche navi a disposizione per i salvataggi. Molti sono stati i decreti di respingimento differiti per uomini e donne prevalentemente Egiziani, Tunisini, Marocchini e Algerini.Non meno complessi sono stati i salvataggi che l’Aquarius ha dovuto affrontare tra sabato 27 e domenica 28 gennaio, quando l’equipaggio ha dovuto assistere impotente all’intervento della Guardia costiera libica che ha costretto la nave dell’ong ad allontanarsi da un’imbarcazione in difficoltà. Poche ore dopo l’Aquarius è dovuta intervenire in un salvataggio durante il naufragio di un gommone in cui hanno perso la vita diverse persone.

https://www.borderlinesicilia.org/nuovi-arrivi-nei-porti-siciliani-mentre-in-mare-si-continua-a-morire/

https://www.borderlinesicilia.org/lo-sbarco-della-nave-aquarius-ad-augusta/

 

LE BOCCHE CUCITE DI LAMPEDUSA

Continuano le proteste dei tunisini rinchiusi nell’hotspot di Lampedusa che da giorni ormai si sono cuciti la bocca: una protesta silenziosa che continua a passare inosservata tra l’indifferenza di molti. Sono costretti a vivere quotidianamente in una situazione di degrado e abbandono in attesa di un rimpatrio imminente. La denuncia per le condizioni di vita all’interno dell’hotspot arriva anche dal Garante dei detenuti, Mauro Palma, che dopo la seconda visita segnala che la situazione non è ancora cambiata: “Il centro di Lampedusa sembra essere un improprio centro di detenzione mentre dovrebbe essere solamente un hotspot cioè un posto dove le persone vengono identificate e dove devono stare pochissimo. Siamo all’interno di un’isola e quando viene dato ad alcuni migranti l’ordine di espulsione con l’obbligo di abbandonare in 7 giorni il territorio, questo determina solo una disperazione perché come si fa ad abbandonare un’isola senza niente? È in questo contesto che è avvenuto quel suicidio il 5 gennaio scorso”.

https://www.borderlinesicilia.org/la-storia-si-ripete-la-giornata-della-memoria-a-lampedusa/

 

NEWS: BORDERLINE SICILIA FESTEGGIA I SUOI 10 ANNI CON UN NUOVO SITO

La nostra Associazione nasce in Sicilia nel 2008 allo scopo di promuovere attività finalizzate all’inclusione sociale dei migranti, fornire loro assistenza legale e sociale, sensibilizzare la popolazione locale alle tematiche legate all’immigrazione, tutelare i diritti e garantire le pari opportunità attraverso pratiche di partecipazione diretta, promuovere le buone prassi regionali ed attivare reti virtuose fra le realtà siciliane, diffondere l’informazione connessa al settore della tutela dei diritti e promuovere le attività di ricerca nell’ambito della materia dell’immigrazione. La fruizione dei contenuti pubblicati è stata possibile fino a quest’anno attraverso il blog Siciliamigranti, mentre dal 29 gennaio sarà consultabile dal nuovo sito web https://www.borderlinesicilia.org/ disponibile in italiano, inglese e tedesco.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2018/01/borderline-sicilia-festeggia-i-suoi.html#more